Dal 2 giugno partirà’ una campagna di raccolta di firme per l’abolizione dell’ Imu sulla prima casa e sulle tasse sul lavoro. Lo ha annunciato il segretario generale dell’ Ugl,Giovanni Centrella. La decisione della segreteria del sindacato prendera’ due raccolte di firme: ” Una per l’abolizione dell’ Imu sulla prima casa per abitazione civile ad eccezione di quelle di lusso”, ha detto il leader sindacale “e la seconda per chiedere al governo una riforma fiscale per diminuire il peso fiscale in busta paga di lavoratori dipendenti e pensionati”. Con meno peso sull’ Imu e sul lavoro “si ricreerebbe quel circolo virtuoso che farebbe ripartire l’economia e quindi la crescita”,ma ci vuole anche “una patrimoniale vera, perchè
in Italia deve iniziare a pagare chi ha i soldi davvero”.
Un terza Petizione Popolare contro la delocalizzazione delle imprese italiane all’estero. Il fenomeno della delocalizzazione sta portando grandi e piccoli gruppi industriali a trasferire la propria produzione, dal territorio Nazionale ad altre aree geografiche, dove il costo del lavoro oltre ad essere più basso, garantisce altrettanti costi di produzione complessivi più appetibili rispetto a quelli Italiani. Ciò però comporta, un impoverimento del tessuto imprenditoriale Italiano, a cui conseguono centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno. Questa opinabile strategia industriale, se da una parte comporta la perdita di produttività e posti di lavoro, dall’altra nella maggior parte dei casi, non esporta un esempio di industria sana, in quanto tale strategia si fonda su speculazioni a danno degli stessi lavoratori che sono letteralmente sprovvisti di tutele sindacali.
Ci corre l’obbligo ricordare un passo dell’Enciclica di Papa Benedetto XVI° Caritas in Veritate :”..non è però lecito de localizzare solo per godere di particolari condizioni di favore, o peggio per sfruttamento, senza apportare alla società locale un vero contributo per la nascita di un robusto sistema produttivo e sociale, fattore imprescindibile di sviluppo stabile”. Per questo motivo UGL si mobilità attraverso una Petizione Popolare alfine di arginare questo fenomeno attraverso una più precisa regolamentazione. Obiettivo della Petizione è che le firme raccolte siano lo strumento per i nostri Parlamentari di mettere fine, attraverso apposita legge, all’impoverimento industriale e sociale del
nostro Paese e allo sfruttamento sociale che avviene in diverse Nazioni.
Proposta
1) E’ fatto divieto a chiunque trasferire e/o spostare all’estero, in qualsiasi forma compreso l’appalto, in tutto o in parte, attività e/o servizi a cui sono, direttamente o indirettamente, collegati i dati personali e sensibili dei cittadini e dipendenti italiani nonché dei residenti in Italia garantiti dalla vigente normativa nazionale. Il divieto riguarderà anche le attività ed i servizi già trasferiti all’estero.
2) Divieto del subappalto. Chiunque vinca gare di appalti o acquisisca commesse non può subappaltare, ma gestire direttamente il servizio, al fine di evitare fenomeni di dumping commerciale e violazione delle norme contrattuali nei confronti dei lavoratori.
3) Tutte le aziende private, di persone e/o di capitali nonché tutte le cooperative che negli ultimi cinque anni abbiano, in qualsiasi forma compreso l’appalto, trasferito e/o spostato all’estero, in tutto o in parte, proprie attività e/o servizi, non potranno accedere ai benefici previsti dalla vigente normativa nazionale sugli incentivi alle aziende ed all’occupazione, nonché sugli ammortizzatori sociali.
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