Siracusa, ultimo Consiglio comunale. Reale: “dibattiamo sull’accaduto”. Scala: “sì, sempre voluto dialogo costruttivo tra le forze politiche”

Reale si appella affinché, nell'ambito delle comunicazioni o in altro contesto consentito dal Regolamento, sia affrontato e dibattuto, senza limitazioni eccessive di tempo. Chiamata in causa, Moena Scala non si lascia tirare per la giacchetta e risponde anche un po' stizzita alla chiamata

Il Consiglio comunale, in seduta di aggiornamento, torna in aula questa sera alle 18 al Salone Borsellino di Palazzo Vermexio. All’ordine del giorno l’unico provvedimento non approvato nel corso dell’ultima seduta, quello che regolamenta l’acquisizione gratuita e l’accorpamento al Demanio stradale comunale di terreni di proprietà privata utilizzati a uso pubblico.

Sarà quindi l’ultima seduta del Consiglio comunale (forse, potrebbe esserci ancora qualche altro colpo di coda) e si prepara per essere un campo di battaglia dialettico e politico. Non ci stanno, i consiglieri, a chiudere la propria mini avventura con un Ordine del giorno quasi di ordinaria amministrazione. E allora si vuole chiudere col botto.

“Non possiamo certo fingere che non siano accaduti fatti di profondo rilievo istituzionale, quali il voto negativo sulla proposta di rendiconto, che con ogni probabilità comporteranno un’ingiusta sanzione applicata all’Organo di controllo sulla base di una norma manifestamente iniqua – scrive il consigliere comunale Ezechia Paolo Reale in una nota indirizzata alla presidente Moena Scala – La questione è stata oggetto di ripetuti interventi di partiti politici ed organi istituzionali e di grande attenzione sulla stampa e sui social. La gente non capirebbe se noi restassimo oggi in silenzio e non dibattessimo anche questo rilevantissimo tema in quella che potrebbe essere l’ultima seduta di questo Consiglio comunale. Credo che ciascun gruppo e ciascun consigliere abbia il diritto, e forse anche il dovere, di prendere posizione non sulla stampa, ma in atti ufficiali e nel giusto contesto istituzionale”.

Reale si appella affinché, nell’ambito delle comunicazioni o in altro contesto consentito dal Regolamento, sia affrontato e dibattuto, senza limitazioni eccessive di tempo, un argomento sul quale la città ha mostrato grande interesse e che si eleva al di sopra del singolo caso di Siracusa manifestando un’anomalia di sistema grave.

“Non evidenziare i veri motivi che hanno condotto all’attuale situazione – conclude – e non sottolinearne gli aspetti di anomalia che minano autonomia dell’Organo e democraticità del sistema sarebbe un’omissione vile, soprattutto a fronte di molte valutazioni errate, inique e a volte offensive che, nel forzato silenzio tenuto sino ad oggi dal Consiglio Comunale, sono state veicolate all’opinione pubblica”.

Chiamata in causa, Moena Scala non si lascia tirare per la giacchetta e risponde anche un po’ stizzita alla chiamata. “Questa presidenza, sin dal suo primo istante di insediamento, spesso nel totale silenzio e nell’indifferenza di chi oggi batte i pugni al petto recriminando ciò che ha sempre avuto, ha più e più volte ribadito nel corso di questi sedici mesi di investitura, la forte ed assoluta necessità di un dialogo costruttivo tra le forze politiche – scrive – Questa presidenza, più e più volte, e anche in questo caso invano, ha tentato di ricondurre nei binari di un corretto e pacato dialogo istituzionale le continue e immature bagarre di un’aula che spesso ha disatteso ciò che questa città grida ancora a gran voce ovvero quella maturità politica di chi è chiamato a rappresentarla piuttosto che mortificarla con scenette da cabaret. Questa presidenza, nel rispetto della pluralità politica delle forze che rappresenta, ha richiamato, attraverso note ufficiali, continue prese di posizione a difesa dell’istituzione e non del proprio ruolo personale, comunicati stampa e continui richiami nel corso delle tante sedute svolte, a un ordine e una dialettica pacata e degna della città che tutti rappresentiamo. Questa presidenza, egregio collega Reale, ha sempre fatto questo nella quasi totale indifferenza soverchiata da una dialettica urlata e incapace, alla resa dei fatti, di rappresentare questa città come meriterebbe. Inutile tediare tutti voi sulla grande mole di documenti a corredo di questa mia posizione, sempre o quasi ignorato. Questa presidenza, infine, nonostante il continuo clima di odio e mancanza di dialogo istituzionale, spesso alimentato ad arte proprio da alcuni membri del consiglio, ha introdotto, con grande e convinta determinazione, uno spazio iniziale dedicato alle comunicazioni su argomenti considerati rilevanti per la città”.

Un modo, questo, per ribadire con forza il proprio operato in questi anni. Osteggiato da alcuni durante la – ormai breve – consiliatura. “Converrà con me dunque, egregio collega Reale, che la sua richiesta non può che trovarsi in perfetta sintonia con quanto da sempre messo in atto dalla scrivente, mantenendo tempi e modi fin qui concessi nel rispetto delle tematiche trattate e, ricordando a tutti che esiste un odg fissato e sul quale ognuno di noi è responsabilmente tenuto a esprimersi – conclude – Mi consenta, infine, di precisare un aspetto per me essenziale in ordine alla inesatta rappresentazione data di questo Consiglio comunale che presiedo, come di un organo rimasto nel forzato silenzio: il libero esercizio del voto consiliare, la consapevolezza delle decisioni istituzionali intraprese nel civico consesso e, financo la voluta o meno assenza dallo stesso, rappresentano perfettamente quello che lei recrimina e che da par mio, ho sempre fatto rispettare ovvero la libertà sancita dalla Costituzione di esprimere la propria posizione politica in ragione di un mandato conferito a ognuno dei consiglieri comunali dal proprio elettorato. Auspico, pertanto, che questa dolorosa pagina politica cittadina possa spingere tutti a dare finalmente concreta attuazione a quel “cambio di passo” tanto sperato, quanto necessario”.


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