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Siracusa, “Umberto I rivoluzionato e per il futuro fondamentale le cure domiciliari”

Una lunga intervista di oltre un ora con uno dei componenti del Covid team che ha operato i cambiamenti all'ospedale Umberto I di Siracusa

Un ospedale rivoluzionato, con percorsi separati e l’eliminazione di promiscuità e un percorso futuro che dovrà portare a un potenziamento dell’offerta sanitaria domiciliare. Questa la sintesi del pensiero espresso stamattina in una video intervista tra professor Cristoforo Pomara, componente del Covid Team inviato dalla Regione per risolvere le criticità dell’Umberto I e Risk manager nel Comitato tecnico scientifico della Regione, alla presenza della stampa locale e organizzata dalla segreteria di Assostampa.

Il medico prima di tutto si è soffermato sulla questione tamponi, affermando come il problema dei ritardi non sia solo una prerogativa siracusana ma che abbia accomunato un po’tutto il Paese, anche se adesso la situazione pare volgere verso la normalità. Il docente universitario si è anche scusato con chi oggi sta attendendo tempi ben più lunghi dei canonici (e previsti dall’ordinanza regionale) 14 giorni, affermando che in un periodo in cui mancavano i reagenti si è preferito dare la precedenza a soggetti maggiormente esposti a rischio (sintomatici – casi in Pronto soccorso o casi “grigi”).

Il medico legale, componente del Covid team che a fine marzo ha effettuato il primo sopralluogo all’Umberto I ha parlato – senza voler entrare nel merito delle criticità emerse e scritte nero su bianco nella relazione consegnata all’assessore Razza – ha parlato di una struttura rivoluzionata dal lavoro del Covid-team, che ha predisposto percorsi ad hoc per personale e pazienti Covid dai pazienti normali. Il tutto con un elevato controllo grazie all’installazione di telecamere che monitorano h24 chiunque sia all’interno dei percorsi Covid, così come sono monitorati e scritti gli ingressi e le uscite dai reparti.

L’argomento si è anche spostato su quella che sarà la cosiddetta “fase 2” e su una possibile seconda ondata del virus. Qui Pomara è quasi categorico affermando come sia necessario implementare le Usca, potenziare le cure domiciliari e ridurre ove possibile le ospedalizzazioni.

(Qui l’intervista integrale)


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