Siracusa, un Consiglio comunale “scosso” da gettonopoli riabbraccia Bonafede e si incaglia sul regolamento per gli asili nido

Dopo la bagarre iniziale l'assise aveva incardinato i primi 4 articoli del nuovo regolamento. Era in discussione la parte riguardante il calendario delle attività, che fissa in 11 mesi la durata dell'anno educativo, quando è venuto meno il numero legale

Il Consiglio comunale reintegra Bonafede, si incaglia sul regolamento degli asili nido e soprattutto discute (in forma privata), seppur non all’ordine del giorno, la notizia della chiusura indagini da parte della Procura per il caso “Gettonopoli”.

Di sicuro quella di ieri non è stata una seduta come le altre, animata dalla notizia arrivata dal Palazzo di Giustizia e che molti consiglieri hanno appreso al proprio arrivo in aula. Alcuni confusi, altri sicuri di non aver commesso alcun illecito ma tutti convinti di una tesi: nessuno ha mai richiesto il gettone, ma è responsabilità degli uffici erogarlo ove e quando necessario.

Iniziata la seduta ordinaria è subito scoppiata la bagarre, con il consigliere Simona Princiotta che ha chiesto la parola al presidente Santino Armaro, prima ancora che questo procedesse a istituire il “plenum” in aula con il reintegro di Bonafede. Tra i due, si sa, non scorre buon sangue e infatti sono volate parole grosse. Il presidente a quel punto ha prima chiesto l’allontanamento della Princiotta, per poi scegliere una misura meno drastica, stabilendo 5 minuti di sospensione.

Una volta tornata la calma si è proceduto, non senza difficoltà – dato che molti consiglieri non avevano ben chiare le modalità, se una pura presa d’atto o tramite votazione – al reintegro di Bonafede. Dopo quasi un’ora di discussione in aula, i consiglieri presenti hanno ridato il benvenuto al reintegrato Bonafede, che ha comunicato di voler lasciare il Pd per aderire al Gruppo Misto e da quel momento la seduta è andata via senza altri intoppi. Almeno fino alla votazione di un emendamento all’articolo 4 del nuovo Regolamento sugli Asili nido, quando è venuto a mancare il numero legale.

Era in discussione la parte riguardante il calendario delle attività, che fissa in 11 mesi la durata dell’anno educativo. “In uno all’articolazione in 36 ore lavorative settimanali, suddivise in 5 o 6 giorni, con un minimo di 6 ore giornaliere, questa nuova disciplina viene incontro alle esigenze delle famiglie e permette una maggiore flessibilità”: lo ha detto nel suo intervento il consigliere Simona Princiotta prima della verifica del numero legale.

In precedenza l’aula ha approvato i primi tre articoli di un testo che va a sostituire il precedente,  in vigore dal 1980, anche se due anni fa era stato oggetto di modifiche ed integrazioni. Il Regolamento viene armonizzato con la normativa regionale in materia, che prevede nuovi standard strutturali ed organizzativi, ed incide soprattutto in alcuni aspetti gestionali del servizio resi adesso più snelli e funzionali.

A migliorare il testo del settore Politiche scolastiche ed educative, gli emendamenti approvati dalla II Commissione ed illustrati in aula dal suo presidente, Elio Di Lorenzo che nel suo intervento ha ricordato “Il lavoro svolto in quasi due mesi dai consiglieri che hanno apportato modifiche per ottimizzare il servizio e renderlo quanto più vicino alle esigenze della collettività”.

Il primo emendamento è stato all’articolo 2 con la previsione, tra le “Finalità” del servizio, di “Diffondere la cultura ed i diritti dell’infanzia”.

L’altro emendamento migliorativo approvato dall’aula su proposta dei consiglieri Firenze e Sorbello è servito a cassare l’articolo 2 nella parte in cui si faceva specifico riferimento al numero di bambini destinato ad ogni asilo, rinviando agli standard regionali.  Oggi alle 18.30 si torna in aula in seconda convocazione

 


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