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Siracusa: una Domenica al Pronto Soccorso dell’Ospedale. Alfredo Foti Scrive a Maniscalco

E’ giunta a questa redazione una lettera che il consigliere comunale Alfredo Foti ha inviato al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa, dott. Franco Maniscalco, in qualità questa volta  non di uomo politico ma di semplice cittadino e di padre, a seguito di un episodio verificatosi ieri, domenica 28 febbraio. Ecco quanto scrive Foti:

“Caro direttore, le scrivo questa lettera aperta in veste non di consigliere comunale, ma da semplice cittadino e da padre di due bimbe.
Vengo subito al nocciolo della questione, domenica 28 febbraio di mattina alle ore otto, io e mia moglie, causa un malore improvviso della nostra primogenita, siamo dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Umberto I, per un sospetto caso d’allergia o intossicazione (la diagnosi non e’ chiara), che aveva colpito la mia figlioletta, causandole edemi agli arti inferiori e superiori, ivi compreso il viso che sembrava assomigliare a quello di un pugile alla fine di un incontro.

Le premetto per dovizia di informazioni e di verita’, che gia’ tre giorni prima ed esattamenteil 25 febbraio, ci eravamo gia’ recati al pronto soccorso, per mia figlia con i medesimi sintomi e i medici che la visitarono non ritennero opportuno, dopo le cure del caso, di mandarla per una consulenza al reparto di pediatria.

Ma torniamo a domenica 28 febbraio, dopo essere transitati all’accettazione del pronto soccorso alle ore 8,10 e senza che a mia figlia in piena crisi allergica, fosse stato somministrato alcun farmaco, ci hanno indirizzato in pediatria per una consulenza.

Giunti in pediatria alle ore 8,30 abbiamo chiesto al personale infermieristico di turno di poter essere visitati dal pediatra, a questa richiesta ci veniva risposto che saremmo stati ricevuti non appena, fosse arrivato da non si sa dove il pediatra.

Adesso vede caro direttore, io non conosco il funzionamento amministrativo e sanitario del nosocomio aretuseo e dei suoi reparti, ne’ se e’ previsto un turno di guardia h24 (servizio che ritengo indispensabile) per la pediatria, ne’ eventualmente come funzioni per le emergenze il servizio di reperibilita’. fatto sta dalle 8,20 del mattino mia figlia e’ stata ricevuta solamente alle 10,15, dopo una breve visita precedente di 10 minuti ad un altro bambino.

Quindi il pediatra ha iniziato a visitare solamente alle 10.05, un’attesa quindi per lo scrivente di un’ora e trenta interminabili minuti.
Personalmente ritengo questa attesa e questo vuoto di medici al reparto di pediatria, pensando soprattutto ai bambini degenti, non all’altezza degli standard dei presidi europei, inaccettabile per le necessita’ di cure immediate dei pazienti, (penso ad esempio a una crisi o a un peggioramento improvviso dei degenti in corsia), in poche parole un servizio pagato dai cittadini, non adeguato a una sanita’ pubblica moderna, efficiente ed efficace.

Leggendo questa mia missiva, ella direttore capira’ da solo il rischio cui e’ incorsa la mia figlioletta d’ appena 23 mesi, senza alcun presidio farmacologico in quella lunghissima e insostenibile attesa per dei genitori, che per la prima volta si trovano di fronte ad un’esperienza del genere.

Ho ritenuto pertanto doveroso informarla di quanto accaduto, e le chiedo pubblicamente di intervenire prontamente con gli strumenti che la legge le consente, per evitare in futuro che altri genitori e utenti a vario titolo del reparto di pediatria del nosocomio aretuseo, debbano restare in ansia nell’attesa che arrivi (magari con comodo) il pediatra di turno.

Alfredo Foti
Consigliere comunale Pd”


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