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Siracusa, un’aula di fortuna al freddo nell’auditorium: il caso di una classe del Giaracà

I genitori preoccupati, anche dalla mancata risposta della preside, hanno sollevato il problema

Monta la protesta dei genitori della III A dell’istituto comprensivo Giaracà a Siracusa. Il motivo, non nuovo ma acuito dall’emergenza Covid e dall’indisponibilità di nuovi spazi, sta nel fatto che l’aula sarebbe stata “piazzata” all’interno dell’Auditorium dell’istituto di via Gela. Una collocazione di “fortuna” e dettata dalla necessità di aule che però crea grossi disagi per gli studenti, non ultimo quello di studiare in un ambiente senza alcuna fonte di riscaldamento.

Da qui è nata la querelle tra genitori e dirigente scolastica, che ad oggi nonostante i ripetuti tentativi non ha risposto né fornito un’eventuale risoluzione del problema. Così sono stati proprio i genitori a sollevare la questione: “i bambini vivono in una condizione di disagio rispetto al resto delle classi dell’istituto”, riferisce una mamma rappresentante.

L’aula, secondo quanto riferito, è formata da pareti in cartongesso che non raggiungono il soffitto, lasciando così penetrare il freddo e tutti i rumori esterni. Per cercare di ovviare al problema, durante il Consiglio di interclasse e attraverso le insegnanti, i genitori degli studenti hanno proposto di rivestire le pareti con il polistirolo, al fine di migliorare l’isolamento e di creare un tetto nella parte in cui manca. La risposta da parte della preside, però, sarebbe stata un “No” secco ai genitori perché, oltre alla carenza di spazi, l’istituto vive una difficoltà in termini economici.

Eppure mamme e papà non si sono persi d’animo e hanno fatto una controproposta: avviare i turni così da non penalizzare solo una classe. A questa richiesta, però, non è mai stata data alcuna risposta.

A onor del vero in quell’aula di fortuna un primo problema è stato risolto: le infiltrazioni di acqua piovana. Nelle scorse settimane, infatti, gli alunni sono arrivati a scuola e hanno trovato l’aula allagata. Da qui la parziale chiusura per lavori, con la successiva riduzione degli spazi interni e le conseguenti polemiche da parte dei genitori preoccupati per, a loro dire, le mancate distanze dettate dalle misure anti Covid.

Risolto questo problema rimangono il freddo, i rumori e la mancata risposta della preside sui turni. Dal canto proprio, il Comune ricorda di voler rispettare l’autonomia scolastica, motivo per il quale solo l’ufficio di presidenza può rispondere ed eventualmente trovare una soluzione. Rimane il clima di tensione tra scuola e genitori. solo che tra le due parti ci sono sempre bambini di otto anni.


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