Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma del segretario cittadino del PD Paolo Gulino:
“La sospensiva del TAR di Catania delle varianti urbanistiche ha dato respiro a coloro che l’avevano avversate e che non hanno mai smesso di sperare di riaprire la questione. Alcuni coerentemente con le loro idee, come Centaro, Bufardeci, Lo Manto, altri come il sindaco Visentin, che ha sempre respinto la qualifica di cementificatore, ma nei fatti l’ha acquisita con il suo agire politicamente ipocrita, che lo porta a schierarsi a parole a difesa dell’ambiente ma di esserne impedito, a suo dire, dal rispetto della legge.
Le brevi motivazioni della sospensiva, in particolare la mancanza di parere del Genio Civile, lo chiama direttamente in causa, perché era dovere dell’ufficio urbanistica richiederlo; inoltre, finge di non sapere che la sospensiva e la successiva sentenza del TAR possono essere appellate al CGA che spesse volte ha accolto le tesi dei ricorrenti.
Il ritiro della delibera del Consiglio Comunale con un voto a maggioranza molto risicato, che l’aveva votato all’unanimità, con l’eccezione dei consiglieri di Grande Sud, dimostra come molti consiglieri avevano deliberato a seguito della forte pressione dell’opinione pubblica con la quale era politicamente controproducente schierarsi. Pochi giorni fa Visentin ha ribadito che contrasterà il piano paesaggistico portando in Giunta il ricorso al TAR, con la motivazione che tale strumento blocca l’economia della città.
Naturalmente non dice che ove il TAR dovesse accogliere il ricorso, il territorio privato delle varianti e del piano paesaggistico, resterebbe senza tutela, con la conseguenza di cementificare anche quello che si voleva proteggere.
L’argomento principe del contrasto a questo piano è la mancata concertazione dell’Ente locale con la Soprintendenza e naturalmente il Sindaco dimentica che il primo a non volerla fu proprio lui, che aveva la pretesa di stralciare da piano paesaggistico l’intero PRG. Se quest’ultimo, fortemente voluto dal centro destra, fosse stato redatto rispettando l’ambiente i discostamenti con il piano paesaggistico sarebbero stati limitati al minimo. Caro Sindaco, se il vero obiettivo non fosse quello di “liberi tutti”, la concertazione potrebbe essere approvata adesso con le osservazioni delle associazioni, degli ordini professionali, di singoli cittadini.
Il PD è convinto che l’economia si rilancia con la valorizzazione delle bellezze naturali, architettoniche, storiche delle quali la nostra città è molto ricca e che hanno fatto si che fosse promossa a patrimonio dell’UNESCO. Sono queste cose che attirano il turismo e non il cemento. Perché costruire ancora in una città che occupa un territorio sei volte superiore ad una città con lo stesso numero di abitanti e che sconta, in questo momento, un crollo del mercato immobiliare per i numerosi appartamenti vuoti e che hanno fatto crollare il valore del patrimonio di chi ha investito nel mattone? E come dimenticare che questa espansione selvaggia lascia alle sue spalle quartieri degradati come la borgata, che invece avrebbero bisogno di ben altre attenzioni. Sindaco abbandoni il suo proposito di ricorrere al TAR; anche noi del PD siamo convinti che il piano paesaggistico abbia bisogno di alcune correzioni a sostegno dell’economia agricola e industriale, ma non ci possiamo permettere che il territorio rimanga senza alcuna tutela”.