Oltre 20 mila preferenze per Reale (20.332), poco più della metà (10.701) per Italia. Adesso che, quasi sul gong, la commissione elettorale centrale ha colmato le mancanze nei verbali di alcuni seggi fornendo i dati definitivi, ci si può finalmente proiettare in vista del ballottaggio di domenica 24 giugno. Un “faccia a faccia” tra l’attuale vice sindaco e quel Reale che già nel 2013 era arrivato a un passo da Palazzo Vermexio.
Nonostante l’ufficialità sia arrivata solo nella serata di ieri, già da lunedì mattina, a poche ore quindi dal voto e dai primi parziali risultati, i due schieramenti hanno dato vita a una serie di contatti e telefonate in vista del ballottaggio per cercare di racimolare da una parte, o di ridurre con l’obiettivo sorpasso dall’altra, il gap verso il successo. Di apparentamenti ufficiali ancora nemmeno l’ombra, intanto però arrivano i primi attestati di fedeltà, come quello di Cutrufo, assessore in pectore che ha giurato amore per Reale, “un sindaco che potrà rilanciare Siracusa in una visione complessiva e non limitata a spazi e salotti. Siracusa è una città complessa e solo con un programma vasto e articolato può uscire dal torpore.”
Ma il centro della scena in questo momento è dedicato ai corteggiamenti, come quelli già portati avanti da Fabio Moschella e da un’altra lista che sosteneva il candidato sindaco del centrosinistra: “Prossima” di Valeria Troia. Il laboratorio politico si offre al vicesindaco mettendo sul piatto 5 punti da sviluppare insieme: le case di quartiere, il “Peba” (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche) insieme al “Pums” (Piano urbano per la mobilità sostenibile), la “scuola sicura”, il “piano dei mercati” e il “progetto di sistema sulla Borgata”. Il Pd sembra quindi virare verso la soluzione più ovvia, sembra. Perchè appare complicato che Giovanni Cafeo e Gino Foti, possano sostenere l’ex amico Italia, così come giungono voci che anche Bruno Marziano non stia guardando “a sinistra”.
Ma il vero ago della bilancia per il voto di domenica 24 potrebbero essere i pentastellati, forti del loro 13% di lista. Fin qui nessuna dichiarazione ufficiale, se non quella della candidata sindaco Silvia Russoniello che in diretta sul nostro giornale, durante la lunga notte dello spoglio elettorale, aveva parlato di “libertà di scelta” per gli elettori e di “confronto con i due candidati”.
E se Granata ha analizzato la sconfitta trincerandosi poi nel silenzio, appare quanto meno anomala la posizione di Randazzo, inizialmente dato quasi per scontato in un apparentamento con Italia e invece… il mutismo rende perplessi