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Siracusa verso il voto. Bandiera punta agli scontenti e al ballottaggio guardando al civismo

Edy Bandiera ha deciso di candidarsi a sindaco con il supporto di tre liste: Udc, Salviamo Siracusa ed Edy per Siracusa

Di lui il responsabile politico e organizzativo della coalizione, Alessandro Spadaro, ha detto: “lo conosciamo tutti, pregi e difetti, ha cominciato con la gavetta, è stato primo degli eletti nel 2008 e presidente del Consiglio comunale, deputato e assessore regionale. Riteniamo sia il miglior candidato sindaco della città perché vogliamo Siracusa con un programma e non Siracusa con un sindaco che sceglie  e affronta giornalmente cosa fare”.

Ecco. Edy Bandiera ha deciso di candidarsi a sindaco con il supporto di tre liste: Udc, Salviamo Siracusa ed Edy per Siracusa. Ma al tempo stesso ammette di aspettarne altre confidando nella propria capacità di aggregare per arrivare al ballottaggio. Magari escludendo proprio quel Ferdinando Messina che Forza Italia ha preferito a lui. Anche se questo, non lo ammetterà mai.

Edy Bandiera, ha deciso: candidato a Siracusa, 10 anni dopo l’ultima volta. Sarà una candidatura alternativa a Ferdinando Messina, in piena polemica con il centrodestra e con Forza Italia. Insomma, non proprio un avvio sereno.

“Non credo di aver generato alcuna polemica ma ho comunicato la mia posizione rispettando la scelta di Forza Italia voluta da un deputato, Gennuso, ma che non condivido. Penso di aver portato consenso e anche un po’ di lustro nel partito, ma per evitare imbarazzi ed equivoci mi sono chiamato fuori e forte di una spinta popolare ho ritenuto di proporre la mia candidatura”.

“Autosospeso” sembra un’assurdità, un modo per uscire senza uscire quando forse sembrerebbe più corretto dire: lascio. In ogni caso, a questo punto, considera chiusa la sua attività con Forza Italia o vuole dimostrare di essere più forte e aggregante del candidato scelto a Palermo?

“Non ho volontà di abbandonare il partito, la mia è un’azione a tutela di F.I. Il mio è un discorso sul metodo: se la candidatura fosse toccata a un altro partito della coalizione e se avessero puntato su uno strutturato come penso di esserlo io, sarei stato allineato”.

Per strutturato intende essere in grado di approntare una lista?

Intendo una figura come la mia che ha fatto un percorso importante (consigliere, presidente, deputato e assessore regionale, ndr) con risultati sotto gli occhi di tutti. Se il tema è quello di agganciare i fondi del Pnrr, qui c’è uno che ha gestito 2 miliardi di euro da assessore regionale all’Agricoltura. Mi sento in grado di captare queste risorse e tramutarle in sviluppo e qualità della vita. Nessun altra candidatura ha questo curriculum e questo percorso, il fatto che Messina sia stato solo proposto da Gennuso di Rosolini, ecco, non è un criterio che mi soddisfa. Non è un criterio di metodo, perché nel partito c’è una storia, un’esperienza istituzionale e migliaia di consensi apportati, mentre Ferdinando alle ultime Amministrative è stato l’ultimo degli eletti in Consiglio. Tutta la stima personale, ma qui parliamo di politica”.

Faceva parte dei 4 dell’Apocalisse (con Bonomo, Cafeo e Vinciullo), con un avvertimento: nessuno di noi sarà candidato. Non è andata così, non ha mantenuto la parola, avete deciso diversamente o non erano quelli i patti?

“In quel momento nel centrodestra siracusano si stavano consumando dei passaggi e noi 4, tutti strutturati, saremmo dovuti passare al vaglio di un tavolo provinciale. E noi, per un fatto di dignità personale e politica abbiamo sottratto il nostro nome dalla valutazione e chiedo anzi di sottoporre a noi il nome. Quel tavolo non si è più riunito, privo dei più votati della città, nel frattempo noi ci siamo visti e continuiamo a vederci. Alcuni stanno ancora aspettando determinazioni dei partiti a livello regionale (Cafeo e Vinciullo, ndr) ma continueremo a sentirci e vederci e speriamo si possano trovare le ragione per stare assieme. Sarà comunque una partita che giocheremo nel migliore dei modi a servizio della città”.

Stesso discorso con Officina civica, la davano vicino alla coalizione ma ha deciso di staccarsi e procedere da solo. Si aspetta il loro appoggio?

“Mi aspetto di potermi confrontare con tutte le civiche e se c’è tempo e volontà anche con parte del centrodestra cittadino che non si ritrova con il metodo scelto. Ho messo la mia candidatura sul tavolo, nei confronti di Officina civica ho assoluta attenzione e rispetto. Un contesto che mi è molto vicino e affine, trasversale, persone con cui anche in politica giovanile abbiamo intrapreso un percorso ma la mia volontà non è quella di convincerli sulla mia persona ma di confrontarsi per trovare una soluzione. Se viene fuori un candidato strutturato io sono pronto a fare un passo indietro, per me d’altronde era pronto un posizionamento regionale ma io non ho accettato. Se c’è una compagine, sarei un pazzo ad alimentare frazionamenti. Allo stesso modo c’è la mia candidatura e valuteremo eventuali frizioni, qualora si volesse”.

Braccia aperte a Mpa?

“È al tavolo del centrodestra e per bon ton istituzionale non busso alla porta del partito. Parlo con chi è preoccupato per il futuro della città e guarda alla mia candidatura con sempre maggiore interesse. Mi riferisco a tante basi del centrodestra e civici che si stanno muovendo”.

Volete essere comunque alternativi a Italia?

Assolutamente, sì”


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