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Siracusa verso il voto. Garozzo si (ri)presenta e annuncia i primi due assessori: Moena Scala e Valeria Troia

"Non vedo l'ora di confrontarmi con altri candidati per sviscerare per bene alcune questioni invece di filosofeggiare davanti alle telecamere"

Si è ributtato nella mischia, 10 anni dopo l’ultima campagna elettorale, 5 anni dopo aver lasciato il posto (ed essersene pentito in seguito) all’attuale primo cittadino Francesco Italia. Giancarlo Garozzo ha deciso di riprovarci, di candidarsi a sindaco e di farlo senza il sostegno dei partiti ma di sole liste civiche.

Al momento sono 4 le liste a suo supporto: Fuorisistema, Grande Siracusa 2023, Cantiere Siracusa/Siracusa democratica, Siamo Siracusa. Officina civica, persi Alfredo Foti e Salvo Castagnino, non esiste più. C’è qualcos’altro. La prima coalizione a presentarsi, l’ultima a ufficializzare il candidato a sindaco perdendo pezzi e prendendone altri (Mario Bonomo).

Ma per recuperare il tempo perduto sono già stati designati 2 assessori, due donne, già conosciute per aver ricoperto ruoli istituzionali: Moena Scala e Valeria Troia.

Un mese fa aveva detto: non mi candido. Ho tolto troppo alla mia famiglia. Adesso eccoci qui. In meno di 30 giorni è cambiato tanto, anche Giancarlo Garozzo?

“Fino a due giorni fa lo sostenevo ancora a chi mi “stalkerizzava” per invitarmi a candidarmi. Lo pensavo veramente perché i piani della mia vita erano altri. Ci siamo trovati però, purtroppo, in Officina Civica, in una sorta di cul de sac da cui non riuscivamo a venir fuori. Attendere gli avvenimenti esterni ci ha portati a essere immobili e ci sono state forze all’interno di Officina che hanno detto “basta”. Chiedendomi di mettermi al servizio della città, identificandomi anche per la lotta contro quel Sistema Siracusa. E a quel punto non ho potuto sottrarmi, per rispetto di chi (non solo io) ha messo il proprio impegno per costituire le liste. Non si può lasciare “decantare” e perdere la specificità con cui sono state aggregate le persone all’interno di un progetto civico lasciandole al centrodestra e al centrosinistra. A quel punto, volente o nolente, mi sono sentito in dovere di essere disponibile”.

Era stato indicato Alfredo Foti quale candidato politico. Nessun altro a parte lui, a meno di chiudere su un civico. Che cosa è successo?

“La candidatura è venuta meno durante questo arco temporale di questi due mesi. Lo avevamo invitato a candidarsi, monitorando la reazione. Vuoi per queste ingerenze esterne che ci hanno fatto perdere tempo, vuoi perché probabilmente ci si doveva affidare fin da subito a chi di comunicazione se ne intendesse, questa candidatura è emersa molto parzialmente nello scenario politico. Da una decina di giorni sapevamo quindi che Alfredo non sarebbe stato candidato”.

Avete perso sia Foti sia Castagnino, ma avete convinto Bonomo della bontà del vostro progetto. Bandiera è andato solo. Si resta in attesa di capire Cafeo e Vinciullo. E con Garozzo siete arrivati a 10 i candidati a sindaco. Non siete troppi?

“Probabilmente sì, ben venga che ci siano tutti questi cittadini appassionati di politica che vogliano mettere la propria opera e professionalità al servizio della città, ma spero che questo non generi troppa confusione. Li invito, semmai, a leggere il programma con attenzione, non vedo l’ora di avere confronti con altri candidati per sviscerare per bene alcune questioni invece di filosofeggiare davanti alle telecamere”.

Eravate la mina vagante del centrodestra e del centrosinistra. Alla fine siete implosi. Ma reggete e rilanciate.

“Non solo, chi mi conosce sa anche il mio essere veloce nel modo di decidere le cose. La mia candidatura è montata ieri sera e già oggi ci sono i volantini sui social con la dicitura “Garozzo sindaco”. E posso annunciarvi già i primi due assessori designati della mia futura Giunta: sono l’ex presidente del Consiglio comunale Moena Scala e l’ex assessore Valeria Troia, due professioniste apprezzate. Puntiamo sempre al merito, non a filosofeggiare”.

L’idea di questa nuova compagine non può essere solo: “mandiamo via Italia”. È consapevole che potrebbe essere intesa in questo modo? Una campagna contro? E, a questo punto, sarà velenosa?

“Io voglio parlare del merito delle questioni, vista anche l’esperienza maturata nel tempo. Molti dei cantieri che stanno vedendo oggi la luce, seppur con varianti volute da questa amministrazione, sono partiti grazie alla mia Giunta. E oggi vediamo il bando delle periferie, via Tisia, Pitia, piazza Euripide… hanno rovinato alcuni progetti, secondo me, con modifiche molto discutibili”.

In questa strana coalizione trasversale avete passati diversi: da ex autonomista, renziano, ex forzista, ex 5 stelle. Lo ha già detto, non c’è ideologia, ma c’è un’idea comune di città?

Certo, non abbiamo reso pubblico il programma, finora, per quella voglia di allargare la coalizione. Ma molti punti possono già essere letti nella pagina social di Siamo Siracusa, lista dell’assessore designato Scala. Purtroppo, però, posso prendere il programma del 2013 e riproporlo: avevo il servizio di trasporto pubblico elettrico, realizzato nel 2014 e distrutto nel giro di pochi mesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Italia nonostante anni di sacrifici per farlo partire. Ma ho decine di esempi da fare”.

L’idea è di allargare la coalizione?

“Siamo aperti a tutte le interlocuzioni possibili, purché si sappia che la Giunta non è una lottizzazione. Sono convinto che non ci si autocandidi a sindaco né si cali dall’alto, come successo qui. Io mi candidai nel 2013 dopo aver vinto le Primarie, in questo caso vengo scelto dalle forze politiche. Gli altri invece sono stati catapultati. Una buona amministrazione si fa con il territorio, non in maniera diversa”.

Troppi candidati, si punta al ballottaggio. Garozzo punta al ballottaggio?

“Assolutamente, come altri. Abbiamo liste competitive, non siamo improvvisati, siamo ottimisti”.


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