Ci si aspettava la benedizione del Partito democratico alla candidatura proposta dal M5S di Antonio Ferrarini, dirigente scolastico del Fermi. E invece il Pd rilancia la palla in tribuna e mette a rischio la tenuta della coalizione con il M5S e Lealtà e Condivisione.
La direzione si è riunita ieri sera per deliberare sul nome del preside e per mettere il cappello sulla coalizione politica e programmatica alternativa alla destra e in discontinuità con l’attuale amministrazione.
In teoria Pd, M5s, L&C, Verdi Europa, Sinistra Italiana, ex-art1 Verso il partito del lavoro, Centopassi e altre realtà di sinistra e civiche voglio stare assieme. In pratica, non è così: “nel prendere atto dei profili e dei nominativi di alta qualità, per la possibile squadra (sindaco e assessori), fin qui emersi dal confronto avviato dentro la coalizione – si legge in una nota – il Partito Democratico di Siracusa è pronto a scegliere assieme agli alleati, con criteri e modalità condivisi, e nel più breve tempo possibile, quale sindaco e quale squadra di assessori saranno capaci di mobilitare al massimo grado l’entusiasmo dei rispettivi elettorati di riferimento e, ove possibile, di allargare il consenso anche ad altre realtà civiche. La direzione comunale rimane convocata in modo permanente al fine di pervenire nel tempo più celere alle determinazioni finali”. Traduzione dal politichese: Ferrarini, ottima persona, non convince. C’è ancora chi preferisce Renata Giunta. Ma al di là del nome, si vuole allargare al civismo. E l’unico civismo disponibile si chiama “Officina Civica”. A queste condizioni, la coalizione è a rischio. Il M5S potrebbe non accettare l’apertura ai vari Garozzo, Scrofani, Scala (vecchia conoscenza, che a sua volta potrebbe non essere felice di ritrovare gli ex compagni di viaggio), Castagnino e Foti. E allora i 5 Stelle decideranno di andare soli con la vecchia coalizione senza Pd, dovranno scegliere un nome interno e puntare a ottenere il massimo risultato possibile. Oppure restare nella coalizione progressista e sedersi al tavolo con Officina, ma nel frattempo si dovranno azzerare le candidature (Foti inclusa) per trovare un nome terzo condiviso. Ma per conoscere il futuro bisognerà attendere le determinazioni pentastellate. Il Pd, questo è certo, vuole l’Officina per costruire una coalizione vincente.
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