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Siracusa verso le Amministrative. Il Partito democratico punta su Renata Giunta

Sembra che la sua candidatura sia stata proposta dalle "donne del Pd" e che abbia trovato apprezzamento, ma anche qualche frizione, per via di un nome comunque non conosciuto dagli elettori che dovrebbero conoscerla in poco più di 60 giorni e votarla

Il Partito democratico sembra vicino a sciogliere la riserva: il candidato a sindaco che sarà proposto alla coalizione dovrebbe essere Renata Giunta, 44 anni. Una donna, quindi, esperta nella gestione di progetti a valere sui fondi europei e nemmeno troppo distante da questa amministrazione comunale.

Laurea alla Bocconi, master in Scienze del Lavoro, già coordinatrice dell’associazione Libera, è project manager di Itaca, il progetto di Anci “MediAree” (capofila il Comune di Siracusa) presentato a novembre coinvolgendo i dieci comuni dell’Area Vasta di Siracusa per efficientare i processi delle Pubbliche amministrazioni nell’erogazione dei servizi; migliorare i processi tra pubblico e privato attraverso gli strumenti digitali e fornire supporto alle dinamiche di crescita del territorio e di sviluppo economico.

Renata Giunta “bazzica” da anni attorno alla politica locale ed è stata più volte consulente del Comune di Siracusa (in varie fasi a partire dal 2008) e, tra gli altri, del distretto turistico tematico del Sud est, del Gal Val d’Anapo e Natiblei, Civita e della fondazione di comunità Val di Noto.

Sembra che la sua candidatura sia stata proposta dalle “donne del Pd” e che abbia trovato apprezzamento, ma anche qualche frizione, per via di un nome comunque non conosciuto dagli elettori che dovrebbero conoscerla in poco più di 60 giorni e votarla. Una figura molto tecnica e poco politica che non convince del tutto il Partito democratico, ma preferita a quelle di Roberto Alosi (segretario Cgil), Antonio Ferrarini (dirigente scolastico del Fermi) e dell’altra donna in pole per la candidatura: Simonetta Arnone (dirigente scolastico del Quintiliano).

Ecco, in realtà nessuno di questi nomi ha trovato l’unanime gradimento delle tante anime democratiche, che preferisce scegliere un tecnico o pescare dalla società civile o perfino accogliere con gioia una proposta degli alleati del Movimento 5 Stelle o di Lealtà e Condivisione: tutto pur di non candidare un politico che rappresenterebbe una corrente. E comporterebbe, quindi, nuove liti in un momento che sembra essere di pace interna, politicamente parlando.


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