Sulla vertenza riguardante la B2G Sicily, i sindacati di categoria proclamano lo stato di agitazione di tutto il personale dell’asset. Contestualmente, richiedono l’apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione in sede amministrativa.
Fiorenzo Amato (Filctem Cgil). Giuseppe Giansiracusa (Flaei Cisl) e Giuseppe Di Natale (Uiltec Uil), chiedono una convocazione urgente alla Prefettura di Siracusa per affrontare la situazione e porre fine a comportamenti definiti “unilaterali” e che a detta dei sindacalisti danneggerebbero i lavoratori e la stabilità di un sito industriale di rilievo nazionale. I tre Segretari territoriali si riservano di intraprendere ulteriori azioni di lotta qualora non giungessero riscontri concreti entro i termini di legge. I sindacati intendono, in prima istanza, rappresentare al Prefetto di Siracusa, l’importanza strategica della centrale termoelettrica a gas naturale di Priolo Gargallo.
L’impianto, ex ERG Power, è stato acquisito nel 2023 dalla società B2G Sicily (Brown to Green), controllata dalla holding svizzera Achernar Assets AG. La centrale è un asset fondamentale e indispensabile per l’intero polo petrolchimico di Siracusa: con una potenza nominale di 480 MW e una produzione annua di circa 2,5 TWh, garantisce la fornitura di 1,2 milioni di tonnellate di vapore e 4,5 milioni di metri cubi di acqua demineralizzata a società primarie quali Versalis, Goi Energy e Air Liquide. B2G Sicily, inoltre, gestisce una rete interna (RIU), configurandosi non solo come produttore di energia per la rete elettrica nazionale, ma come distributore essenziale per le industrie del sito industriale del Petrolchimico.
L’impianto è, inoltre, vitale per il bilanciamento della rete elettrica nazionale, operando in regime di Capacity Market (CM) con Terna. Tutto questo torna utile per sottolineare come l’interdipendenza tra B2G e il resto del polo industriale, renda ogni criticità gestionale un rischio per l’intera economia del territorio.
Dal passaggio di proprietà da ERG a B2G, le organizzazioni sindacali lamentano una gestione definita “preoccupante” per il futuro del sito e dei suoi 144 dipendenti. “Ad oggi, non è stato presentato alcun progetto industriale sostenibile – si legge nella nota dei sindacati -; gli unici investimenti realizzati sono quelli già programmati dalla precedente gestione ERG (CAR2), necessari per l’ottenimento dei titoli di efficienza energetica.”
I tre sindacati di categoria, inoltre, denunciano la totale assenza di corrette relazioni Industriali e sindacali.
“Nonostante le dichiarazioni di facciata, l’azienda evita sistematicamente il confronto con le Organizzazioni Sindacali sulle problematiche strutturali del sito. Al contrario – affermano Amato, Giansiracusa e Di Natale – subiamo continui atteggiamenti unilaterali e condotte antisindacali, come riorganizzazioni attuate senza alcuna comunicazione alle RSU, che alimentano un clima di incertezza e timore tra i lavoratori. L’ultimo gravissimo episodio riguarda il licenziamento senza preavviso di un dipendente per presunta soppressione della posizione; un atto che riteniamo del tutto illegittimo e privo di fondamento.”
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