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Siracusa, vestito da sacco nero della spazzatura: la singolare protesta di un cittadino contro l’abbandono delle zone balneari

Appena un paio di giorni prima che venisse effettuata la bonifica, Scuderi ha ripreso la sua passeggiata nella zona in cui sono stati sistemati i cassonetti mostrando una situazione di totale degrado

Un sacco di plastica nero per vestito. Solo un sacco di plastica, dal quale spuntano due gambe nude che passeggiano accanto a una lunga distesa di rifiuti alla Fanusa: questa la singolare protesta messa in atto negli ultimi giorni da Alberto Scuderi.

Il sistema di prossimità fa acqua da tutte le parti, a cominciare dagli errati posizionamenti, l’insufficiente numero di contenitori, l’irregolare frequenza di raccolta, le “sommarie” bonifiche, etc. Più che servizio di “prossimità” potremmo definirlo servizio “approssimativo”. Afferma Scuderi, all’indomani della bonifica avvenuta a distanza di circa un mese, a suo dire, dall’ultima e dopo le numerose segnalazioni.

Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati al fine di bonificare la zona di via Giulio Verne; e il Consigliere comunale Buccheri per essersi fatto tempestivamente portavoce negli Uffici competenti di queste mie segnalazioni, allo stesso tempo è proprio a loro che rivolgo di prestare attenzione – scrive in una nota inviata alla nostra redazione – le operazioni di pulizia risultano incomplete. Restano sul luogo un frigorifero i montanti delle porte bianche e tubi in Pvc arancioni abbandonati 2 giorni fa (da un furgone cassonato bianco), poi restano carte e buste di plastica di vario tipo sul lato destro della carreggiata. I cassonetti verde scuro per la raccolta indifferenziata (oltre a essere distanti da quelli della differenziata) sono con il portellone superiore aperto quando a norma di Legge deve essere ermetico per evitare l’ingresso di animali e la fuoriuscita di odori vari“.

Quella di cui parla il residente è una strada pubblica “senza illuminazione, senza marciapiedi e teoricamente a doppio senso di circolazione – precisa -, vicino all’area marina “protetta”, tra campi biologici coltivati a frutto Igp, e al servizio di centinaia di case ubicate oltre 300 metri di distanza. Saltuariamente passano a svuotare i cassoni verde scuro dell’indifferenziata. Quasi mai si vedono svuotare i cassoni dei rifiuti differenziati. Mai si procede alla disinfestazione e al lavaggio dei cassonetti e delle adiacenze”.

Appena un paio di giorni prima che venisse effettuata la bonifica, Scuderi ha ripreso la sua passeggiata nella zona in cui sono stati sistemati i cassonetti mostrando una situazione di totale degrado. “Non c’è alcuna possibilità di smaltire i rifiuti… quindi, non mi resta, per l’ennesima volta, che fare lo zozzone o accumulare a tempo indeterminato i rifiuti a casa, sebbene paghi il servizio di raccolta Tari o avviare una ricerca di altri cassoni vuoti in altre parti con il rischio di una sanzione per essere fuori zona“.

“Avreste veramente il coraggio di applicare l’ordinanza alla lettera, compreso il provvedimento sanzionatorio da 60 a 300 euro se io, dopo una siffatta pulizia straordinaria “disposta dai Vertici” gettassi lì un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto di carta o uno scontrino fiscale o una gomma da masticare”.


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