“Sappiamo già che questo sarà un progetto destinato a fare discutere”. Comincia così il suo discorso Francesco Italia, questa mattina, in sede di conferenza stampa, presentando le misure per la mobilità sostenibile contenute nel cosiddetto “decreto semplificazioni” e avverrà, inizialmente, in via sperimentale limitatamente agli istituti “Paolo Orsi” in piazza della Repubblica e “Giuseppe Lombardo Radice” tra via Archia e via Mauceri.
Via le auto, le soste irregolari, i parcheggi ricavati nelle aree poco regolamentare (e controllate) e più spazio ai bambini. Un progetto di città sostenibile e vivibile, ideale per grandi e bambini, almeno nelle intenzioni.
L’idea è quella di cinturare le strutture scolastiche con “fasce di rispetto” che saranno caratterizzate dal limite di velocità di 30 km/h, strisce pedonali sopraelevate e zone pubbliche antistanti i cancelli di ingresso da trasformare in aree pedonali in cui disegnare sull’asfalto giochi per bambini. Il tutto sacrificando alcuni posti auto (più o meno legali). Nel dettaglio, nel caso del Giuseppe Lombardo Radice, sarà lo spiazzale di via Francesco Mauceri (alle spalle di via Archia) a essere chiuso al transito delle auto, facendo in modo che un’area occupata dalle auto diventi una piccola piazzetta da destinare non solo ai bambini della scuola, ma anche ai residenti.
Mentre, per quanto riguarda il Paolo Orsi, l’intervento sulla mobilità sarà, probabilmente, ancora più impattante. A giocare un ruolo determinante, in questo caso, è infatti la posizione dell’istituto che, per seguire la ratio del progetto, costringe a pedonalizzare più del 50% di piazza della Repubblica, facendo saltare non solo i parcheggi davanti l’ingresso dell’istituto ma anche quelli abusivi tutti attorno alla rotatoria al centro della piazza (del tutto irregolari, ma che la consuetudine ha trasformato in normali).
“Quei parcheggi abusivi – dice Maura Fontana, assessore alla Mobilità – creavano in realtà più disagi che altro. Ad ogni modo – continua Fontana – Quei posti saltati saranno recuperati nelle vie limitrofe”.
Anche se l’impresa non è semplice perché proprio le zone limitrofe di piazza Adda e via Archia sono già complicate dal punto di vista della mobilità e, certamente, far nascere nuovi stalli sarebbe quasi impossibile. Probabilmente il vero obiettivo è educare il cittadino a parcheggiare e percorrere un tratto di strada a piedi per accompagnare i figli a scuola e, soprattutto, a tagliare il problema della sosta selvaggia. Impresa ardua in una città che difficilmente si abitua alla novità. A maggior ragione se mancano mezzi pubblici e servizi che possano, in qualche modo, agevolare al cambiamento. Intanto da lunedì cominciano i lavori e già da settembre l’anno scolastico comincerà con questa nuova modalità.
“Questo progetto sperimentale – ha detto il sindaco Italia – si muove nel solco di altre iniziative per migliorare la qualità della vita dei siracusani, oltre che, nello specifico, per garantire condizioni di sicurezza attorno alle scuole. Togliamo spazio alle auto per offrirlo alla socialità e che, nelle ore non scolastiche, restano a disposizione dei quartieri. Nella fase fase sperimentale misureremo l’impatto delle scelte fatte sulle persone e valuteremo gli eventuali aggiustamenti di apportare”.
“È importante – ha aggiunto l’assessore Fontana – cominciare la sperimentazione da due istituti che maggiormente soffrono la presenza delle auto perché collocate in un quartiere in cui c’è una forte presenza di uffici pubblici e privati e di attività commerciali. Sarà l’occasione per ripensare le zone dedicate alla sosta, oggi in qualche caso non particolarmente sicure per la circolazione stessa delle auto, coniugandole con le esigenze di sicurezza specifiche delle scuole”.
E, se per la rivoluzione culturale ci sarà tempo, per le critiche la sensazione è che non si faranno attendere. Ogni cambiamento, si sa, crea polemiche. A maggior ragione se a saltare sono stalli auto, irregolari, ma considerati preziosi.
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