“E’ arrivata in tempo la decisione del presidente della commissione urbanistica e lavori pubblici del Comune di Siracusa, Salvo Sorbello, di bloccare la delibera del consiglio comunale per la realizzazione del nuovo villaggio turistico di Terrauzza in base alla obbligatorietà della valutazione ambientale strategica, la cosiddetta VAS”.
E’ quanto ha dichiarato l’on. Vincenzo Vinciullo, vice presidente della commissione Affari Istituzionali all’Ars (Assemblea Regionale Siciliana, n.d.r.), che durante la fase relativa all’approvazione del provvedimento in Consiglio Comunale aveva sollevato la questione dell’obbligatorietà della VAS, invitando anche la civica amministrazione ed il Consiglio Comunale a riflettere ed ulteriormente approfondire l’iter amministrativo, per evitare di dover tornare indietro ed essere accusati dalla Regione di pressapochismo.
“Questo invito – continua Vinciullo – fu scambiato per indebita ingerenza nell’attività del Consiglio Comunale e fummo duramente attaccati anche personalmente, in merito alla nostra richiesta, che non solo era legittima dal punto di vista politica, ma poi come hanno dimostrato gli eventi successivi, necessari ad assicurare certezza all’iter amministrativo”.
“Per troppo tempo – ha ggiunto ancora il deputato regionale – si è andato avanti nelle direttive politiche per la realizzazione del piano esecutivo del villaggio Acquamarina, senza ascoltare le ragioni di chi voleva solo approfondire i passaggi amministrativi. La questione della obbligatorietà della VAS era stata motivatamente sollevata da più parti, oltre un anno fa, in quanto la normativa di riferimento è chiara agli addetti ai lavori e non poteva trovare dubbi di attuazione, ne era necessario attendere il parere regionale”.
“I villaggi ed i porti turistici senza futuro, come denuncia il “Comitato per i parchi e la valorizzazione ed il recupero urbanistico della città di Siracusa”, la devastazione di Epipoli e di Tremilia, il degrado urbano delle nostre periferie, avrebbero avuto diversi destini – conclude Vinciullo – se anziché incaponirsi in declamazioni sterili e forvianti si fosse aperto un tavolo di discussione dove tutte le voci presenti in città avessero avuto la possibilità di far sentire le proprie ragioni. Spero che questa vicenda, anche se “viziata” dai tempi lunghi possa servire per il futuro ad evitare gli errori in cui presuntuosamente si è caduti ed avviare una più chiara e controllata gestione del territorio, onde evitare ulteriori scempi e distruzione del nostro habitat”.
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