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Siracusa, villaggio dei migranti a Cassibile: spunta l’ipotesi di un “ostello” a pagamento

Ai costi contribuirà anche l'Ebat, l'ente bilaterale che raggruppa le tre principali organizzazioni datoriali e i sindacati confederali di categoria, oppure direttamente i lavoratori immigrati

Il nuovo mini villaggio per i braccianti agricoli di Cassibile è quasi pronto, in leggero ritardo sulla tabella di marcia ma con una novità: ai costi contribuirà anche l’Ebat, l’ente bilaterale che raggruppa le tre principali organizzazioni datoriali e i sindacati confederali di categoria, oppure direttamente i lavoratori immigrati.

Un segnale di collaborazione tra più enti che ha dato vita a quella che dovrebbe essere una soluzione non definitiva al problema dell’emergenza alloggi. Il sito ospiterà circa 80 migranti, tutti con regolare contratto di lavoro. Fattori, quest’ultimi, che hanno sollevato critiche dal punto di vista dell’insufficienza della struttura e sull’eventualità che coloro che lavorano in nero potrebbero comunque usufruire dei container con la complicità degli inquilini.

Certamente il problema dei braccianti agricoli a Cassibile affonda le radici almeno a 30 anni fa e investe non solo Siracusa, ma anche alcuni comuni limitrofi che, soprattutto in passato hanno chiuso almeno un occhio sulla vicenda. Una nuova pagina è stata scritta di recente dalla Prefettura che ha chiamato all’ordine le ditte private che assumono i lavoratori nell’intento di combattere il caporalato e l’emergenza abitativa trasformando i container in un vero e proprio “ostello”.

“L’inaugurazione del sito di contrada Palazzo non è un punto di arrivo, e la collaborazione istituzionale a tutti i livelli – Stato, Regione, Comune – ha tracciato una strada che è destinata a essere seguita da altri. – dichiarano il primo cittadino e l’assessore alle Politiche di inclusione, Rita Gentile – L’Ufficio Pon Legalità del ministero dell’Interno, che tratta una linea di finanziamento contro il caporalato, attraverso il dialogo intrapreso con il comune Siracusa, ha pubblicato, nell’ottobre 2020, un bando mirato a finanziare, in quattro comuni del nostro territorio, progetti alloggiativi di contrasto a forme di sfruttamento agricolo. In tale contesto, abbiamo appreso in questi giorni che è stata accolta la nostra proposta di ampliamento della struttura di Cassibile, che in un futuro prossimo avrà le caratteristiche di un vero e proprio “ostello” a pagamento, dove i lavoratori immigrati stagionali potranno trovare un luogo ove risiedere e fruire di tutti i necessari servizi. Al contempo, questo stesso sito rappresenterà per il territorio una preziosa infrastruttura di emergenza a disposizione della Protezione civile in caso di eventi emergenziali che si potrebbero verificare”.

“Questo è l’inizio di un processo che non potrà nel tempo avere un esito positivo se il dialogo fra le parti non troverà una continuità orientata sia alla ricerca di forme stabili di accoglienza diffusa che a forme di reperimento diretto della mano d’opera agricola senza alcuna intermediazione da parte di fiduciari. – concludono i dueUn percorso che oggi appare tracciato a cui guardiamo con fiducia, di cui tutti siamo responsabili, istituzioni e società civile.”


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