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Siracusa, “welfare e non autosufficienza”: agorà del Pd

Una sorta di raduno di operatori dei servizi socio- sanitari, rappresentanti delle famiglie, delle associazioni di volontariato e degli Enti del Terzo Settore

Condivisa fino a tarda sera l’Agorà del Partito Democratico di Siracusa che si è tenuta venerdì 17 giugno in diretta streaming su “Quale Welfare per la non autosufficienza”. Una sorta di raduno di operatori dei servizi socio- sanitari, rappresentanti delle famiglie, delle associazioni di volontariato e degli Enti del Terzo Settore su tematiche riguardanti disabilità e non autosufficienza, sistema regionale e sistema locale dei servizi, interventi sociali, sanitari, monetari, possibilità di aiuto.

Ad aprire i lavori Marika Cirone Di Marco e a seguire tre relazioni introduttive da parte di Claudio Pedrelli, Consigliere Cnoas sulla non autosufficienza, Carmela Tata, autorità garante delle persone con disabilità sul ruolo espletato alla Regione Siciliana e Bruno Marziano, componente dell’Assemblea nazionale PD, sulla Legge “Dopo di noi”. Nella successiva tavola rotonda, condotta da Antonella Fucile e Faust Fiorini, si sono alternati operatori, rappresentanti delle famiglie, volontari, tutti con l’obiettivo di trovare soluzioni per migliorare il funzionamento dei distretti socio-sanitari.

A partire dalla definizione di non autosufficienza, sono state evidenziate le differenze con la “semplice” disabilità, cosa comporta la non autosufficienza, quali i limiti o gli impedimenti alla vita di relazione, sociale e lavorativa dell’individuo, quali le prestazioni di aiuto e sostegno, quali le diverse regole e procedure da seguire. “La spesa pubblica per la tutela della non autosufficienza – dicono Antonella Fucile e Marika Cirone Di Marco, Gruppo di lavoro Sostenibilità sociale e Sanità – comprende tre differenti tipologie di prestazioni: l’indennità di accompagnamento, l’assistenza socio-sanitaria ai non autosufficienti e le prestazioni socio-assistenziali erogate dagli enti locali, in particolare i comuni, a beneficio dei disabili gravi ed anziani non autosufficienti. A queste tre tipologie di prestazioni, corrispondono livelli di governo differenti: centrale, regionale, locale. E’ proprio questo contesto che non riesce a garantire risposte appropriate. In tal modo i criteri di definizione della non autosufficienza, ad eccezione dell’indennità di accompagnamento, sono molto diversi da regione a regione, in assenza di indirizzi legislativi unitari a livello nazionale o regionale e senza possibilità di integrazione con i servizi socio-assistenziali dei comuni.”

Dall’analisi sono emersi vecchi e nuovi problemi: somme assegnate e non spese, mancanza di governance tra Enti, assenza di una rete sociale forte a sostegno dei più fragili, carenze di personale per l’integrazione socio-sanitaria, questa una specie di chimera inseguita da almeno trent’anni e mai realizzata. Eppure, sono tantissime le normative regionali e nazionali e le relative dotazioni economiche a supporto dell’utenza e dei gestori dei servizi. Nel dibattito, a garanzia di servizi efficienti e integrati, l’ordine professionale degli assistenti sociali, nelle persone del consigliere nazionale, Claudio Pedrelli e della vicepresidente regionale, Maria Concetta Storaci. Si sono poi alternati la Dott.ssa Carolina Baiano dell’ASP a capo dei servizi di alta integrazione socio-sanitaria: Adiss, Adi, Pua, il Dott. Riccardo Gionfriddo esperto e tecnico di disabilità psichica, il signor Giuseppe Giardina, Consigliere Nazionale dell’Anffas, la Dott.ssa Carmela Carbonaro, dell’Ufficio Politiche per la Disabilità della Cgil, Adriana Bazzano di Federconsumatori, Luigi Veneziano, componente l’Assemblea Nazionale PD. Molti rappresentanti di familiari e portatori d’interesse, non hanno voluto far mancare il loro contributo anche attraverso audio e video appositamente registrati come il Signor Giovanni Cirasa e la Signora Lisa Rubino, Presidente Associazione diversamente uguali Siracusa.

L’On.le Turco, concludendo i lavori, ha richiamato alla necessità che ogni valutazione del bisogno di assistenza e di cura deve essere basata sull’approccio biopsico sociale, l’unico che può garantire i diritti di piena cittadinanza. In tale direzione ha annunciato che la legge nazionale di riforma per la disabilità è già stata approvata e invece da gennaio si attende che il Governo nazionale faccia propria la proposta di riforma sulla non autosufficienza , entrambe frutto del gruppo di lavoro istituito presso il Ministero del Lavoro e da lei coordinato.

Entrambe queste riforme attese da molti anni sono propedeutiche all’attuazione delle misure previste dal PNRR; come d’altra parte lo sono i Livelli essenziali di prestazioni sociali (LEPS) inseriti nell’ultima legge di bilancio. La relatrice ha solidarizzato con quanti tra gli operatori sociali hanno segnalato difficoltà perduranti nell’integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale, sottolineando che professioni sanitarie e sociali esaltano il loro valore se riescono a interloquire e intervenire insieme afavore del cittadino utente. Nessuna gerarchia può esserci dell’una rispetto all’altra in presenza delle complesse e diversificate domande provenienti dal mondo della non autosufficienza e disabilità’. Ogni assenza o ritardo da parte degli Enti Locali e dei Distretti va superata favorendo la formazione del personale.


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