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Sistema Siracusa: a Messina Calafiore patteggia 11 mesi, condannato a 4 l’ex Pm Longo

Undici mesi in continuazione: questo l'esito del patteggiamento cui è giunto l'avvocato Giuseppe Calafiore. Quattro, invece, i mesi inflitti all'ex Pm Giancarlo Longo che ha scelto il rito abbreviato

Undici mesi in continuazione: questo l’esito del patteggiamento cui è giunto, all’ennesimo tentativo, l’avvocato Giuseppe Calafiore, dominus assieme al collega Piero Amara nell’ambito della vicenda ormai nota come Sistema Siracusa. Quattro, invece, i mesi inflitti all’ex Pm Giancarlo Longo che ha scelto il rito abbreviato. In questo filone l’imprenditore piemontese Ezio Bigotti (assieme al tecnico petrolifero Massimo Gaboardi, posizione stralciata) era stato chiamato in causa dopo le dichiarazioni dell’avvocato Piero Amara e del collega Giuseppe Calafiore su alcune vicende pilotate e risolte grazie alla complicità dell’ex Pm di Siracusa, Giancarlo Longo, e di alcuni consulenti della Procura nominati da quest’ultimo. Il gup di Messina, Fabio Pagana, ha messo così fine al lungo tira e molla che ha caratterizzato gli ultimi anni aretusei.

Più volte è stata rigettata la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali di Calafiore, Alberto Gullino e Mario Fiaccavento, fino a oggi, quando sono stati accettagli gli 11 mesi – con il consenso della Procura peloritana rappresentata dai sostituti procuratori Antonio Carchietti e Antonella Fradà – in continuazione con il patteggiamento di 2 anni e 9 mesi già concordato con la Procura di Roma per l’accusa di corruzione in atti giudiziari.

La pena complessiva per l’avvocato siracusano è di 3 anni, 8 mesi e 11 giorni. L’ex pm Longo, che è assistito dall’avvocato Bonaventura Candido, ha chiesto e ottenuto di avere accesso al giudizio abbreviato e all’udienza di oggi è stato condannato a 4 mesi in continuazione rispetto ai 5 anni inflittigli a Roma. Anche l’avvocato Piero Amara era già riuscito a patteggiare a Roma (3 anni) e Messina (1 anno e due mesi di reclusione e 89 mila euro di multa).

Sul filone Bigotti sono già arrivate anche le condanne dalla prima sezione penale del Tribunale di Messina: 7 anni e 6 mesi per l’imprenditore Ezio Bigotti, 6 anni e 9 mesi per Vincenzo Ripoli, 6 anni per Francesco Perricone, 4 anni per Cesare Pisello e 2 per Mauro Calafiore, tutti consulenti. Bigotti, Ripoli e Perricone sono stati interdetti in perpetuo dagli uffici pubblici e in stato di interdizione legale durante la pena, Pisello interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. A Calafiore (Mauro) concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena. Si chiude così, almeno per i tre protagonisti principali, il più grosso scandalo giudiziario che ha travolto Siracusa negli ultimi anni.

Dovevano rispondere di corruzione in atti giudiziari, associazione a delinquere, formazione di elaborati ideologicamente falsi in concorso con periti e consulenti tecnici, simulazione di reato e dossieraggi ai danni di magistrati in servizio alla Procura di Siracusa ma resta aperto ancora il filone in cui Giuseppe Mineo è imputato per corruzione in atti giudiziari e l’ex senatore Denis Verdini (recentemente in carcere per il fallimento del Credito fiorentino) per finanziamento illecito ai partiti. Secondo l’accusa Verdini avrebbe ricevuto circa 300mila euro di finanziamento da Amara a sostegno del gruppo politico Ala.

Per questa tranche, appuntamento il 24 novembre quando saranno in tanti i testi chiamati a comparire nell’aula bunker della Casa circondariale di Messina Gazzi: avvocati, magistrati tra gli 8 da cui partì la denuncia, professionisti, politici (l’ex sindaco Giancarlo Garozzo) ed esponenti delle forze dell’Ordine. Ci sono ancora strascichi importanti in questa vicenda, ma i due ideatori hanno chiuso questa porta.


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