In tendenza

Sistema Siracusa, colpo di scena a Messina: la Procura Generale ricorre in Cassazione contro Calafiore |Il sindaco Italia: "non siamo soli"

A sorpresa (nei toni, nei contenuti e nei modi) la Procura chiede che la Corte di Cassazione annulli la sentenza di patteggiamento

Clamoroso a Messina: il Sostituto procuratore generale di Messina, Felice Lima, ha deciso di presentare ricorso per Cassazione contro il patteggiamento in continuazione a 11 mesi di Giuseppe Calafiore nell’ambito del filone peloritano del Sistema Siracusa.

Quelle usate dalla Procura generale sono parole pesanti nei confronti anche del giudice Fabio Pagana che ha emesso la sentenza, un provvedimento che ci aveva fatto storcere il naso e fatto credere di esser finito tutto in una bolla di sapone. Il procuratore Lima evidenzia i capi di imputazione dei reati in capo all’avvocato siracusano e anche i migliaia di articoli sul Sistema Siracusa parlando di “una delle più gravi, estese e spudorate corruzioni sistemiche mai realizzate”.

E in ragione di ciò, si stupisce dell’accordo tra lo stesso imputato e la Procura di Messina e delle pene “men che simboliche” che il gup Pagana ha poi accolto nella sentenza di patteggiamento. Pena che il giudice precedente (Danilo Maffa, poi ricusato) aveva rigettato con novità marginali. Il sostituto Lima teme che in questo modo si “oltraggi la giustizia” – parole sue – per reati gravi. Per ogni capo di imputazione (e sono poco meno di 30) Lima cita la pena inflitta (tutti tra i 12 e i 30 giorni di reclusione) che porta un totale di 407 giorni di reclusione, ridotti per la scelta del rito a 286 e aumentati a 11 mesi come continuazione sulla pena inflitta a Roma.

Pene simboliche – a suo dire – e clamorose se si considerano quelle inflitte dallo stesso giudice Pagana in altri casi. E riporta ad esempio i 10 anni a un ladro che si era impossessato di un’auto parcheggiata con le chiavi nel cruscotto: rapina impropria perché il derubato aveva tentato di fermarlo aggrappandosi all’auto e riportando contusioni.

E la condanna di 4 anni e 6 da parte di un altro giudice dello stesso ufficio per una donna che aveva rubato uova di Pasqua da un supermercato. Partendo da questi presupposti, Lima presenta ricorso contro la sentenza di patteggiamento ritenendola illegittima per erronea qualificazione giuridica del fatto sulla vicenda Calafiore – Open Land – Verdini – Mineo: “emerge con tutta evidenza che le somme oggetto di contestazione – si legge nel ricorso – non sono state versate per finanziare il partito ma per ottenere in cambio da Verdini il suo intervento in favore di Mineo. E con altrettanta evidenza emerge che Verdini accettò le somme per compiere atti contrari ai suoi doveri di parlamentare, che in effetti compì e che non diedero il risultato sperato solo per ragioni estranee ala volontà dei corruttori e del corrotto”.

Verdini e Mineo sono ancora a processo (prossima udienza il 21 febbraio) ma nel frattempo Calafiore ha comunque patteggiato per aver finanziato il parlamentare nazionale quando invece – per Lima – avrebbe dovuto rispondere di corruzione. A sorpresa (nei toni, nei contenuti e nei modi) la Procura chiede che la Corte di Cassazione annulli la sentenza di patteggiamento.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo