La vicenda giudiziaria sul Sistema Siracusa non si chiude con la sentenza d’appello. La Procura Generale della Corte d’Appello di Messina ha infatti deciso di proporre ricorso per Cassazione, accogliendo l’istanza presentata dal Comune di Siracusa, costituito parte civile nel processo e rappresentato dall’avvocato Davide Bruno.
La Procura Generale peloritana, valutata la richiesta dell’ente, ha ritenuto di impugnare la sentenza di secondo grado ai sensi dell’articolo 572 del codice di procedura penale.
La decisione della Corte d’Appello, depositata l’11 marzo scorso, aveva ristretto il perimetro in cui si è istaurato uno dei più gravi scandali giudiziari emersi in Sicilia negli ultimi anni, distinguendo però tra il nucleo centrale del meccanismo corruttivo e una serie di figure ritenute non penalmente coinvolte. Un esito che, pur confermando l’impianto accusatorio nella sua struttura, ha lasciato spazio a valutazioni divergenti sulla portata effettiva delle responsabilità accertate.
Con il ricorso della Procura Generale, il procedimento approda ora in Cassazione, che sarà chiamata a valutare i profili di legittimità della sentenza d’appello e confermare l’impostazione del secondo grado o intervenire su specifici punti, incidendo sull’esito complessivo della vicenda. Il Comune di Siracusa aveva sollecitato l’impugnazione ritenendo necessario un ulteriore approfondimento giudiziario e la scelta della Procura Generale di accogliere l’istanza riporta il caso al centro del dibattito giudiziario e istituzionale.
Dopo un appello che ha ridimensionato alcune responsabilità senza negare l’esistenza del sistema, sarà ora la Corte di Cassazione a pronunciarsi in via definitiva. Così come si attende ancora l’esito del patteggiamento impugnato a uno dei dominus: Giuseppe Calafiore
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