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Solarino, debiti per 15 milioni: l’opposizione chiede una commissione d’inchiesta su 10 anni di gestione Scorpo

Germano: "La mia amministrazione non ha prodotto un solo euro di debito"

Quasi 15 milioni di euro di debiti, un disavanzo certificato in bilancio e uno scontro politico che si accende attorno alle responsabilità. A Solarino il gruppo di opposizione in Consiglio comunale annuncia la richiesta formale di una commissione di inchiesta consiliare per ricostruire l’origine del “buco” e accertare, nome per nome, chi ha fatto cosa. L’iniziativa, illustrata dall’ex sindaco Giuseppe Germano, sarà presentata dal consigliere Pietro Mangiafico e punta a guardare indietro oltre gli ultimi due anni e mezzo, con particolare riferimento all’intero decennio di amministrazione Scorpo, che avrebbe portato i conti del Comune al disavanzo di quasi 14,5 milioni di euro, emerso con il rendiconto 2023.

Germano parte da un punto che definisce imprescindibile: “La mia amministrazione non ha prodotto un solo euro di debito. Non un milione, non tre: neanche un euro”. Secondo l’ex sindaco, ciò che emerge oggi con il consolidato 2024 non sarebbe altro che la fotografia del “disastro dell’amministrazione Scorpo” e, più in generale, di dieci anni di gestione precedente. Dei circa 15 milioni complessivi, però, 11 milioni sarebbero riconducibili alla gestione Scorpo, poi ridotti a 8 milioni grazie a contributi statali; resterebbero circa 7 milioni da spiegare tra fondi di accantonamento e partite pregresse.

Germano cita in particolare il Fondo anticipazione di liquidità (Fal) – acceso negli anni precedenti per fronteggiare squilibri di cassa – e una cartella dell’Agenzia delle Entrate da circa 2 milioni di euro per IVA ed erario non versati, anch’essa riferita, sostiene, al periodo dell’amministrazione Scorpo. Il Fal, nei documenti contabili 2024/2026 del Comune, pesa infatti per oltre 6,5 milioni di euro.

Nell’analisi dell’ex sindaco, i numeri certificano ciò che “tutta la polvere messa sotto il tappeto negli anni precedenti oggi esce fuori in maniera prepotente. Il problema non è dissesto sì o no: il problema è capire perché siamo arrivati qui”. Da parte suaGermano rivendica di aver rispettato, per quanto possibile, il piano di riequilibrio varato dalla precedente amministrazione, pur ritenendolo “falsato” e annunciando che lo dimostrerà “in aula con i numeri”; approvato i consuntivi 2022 e 2023 (quest’ultimo poi licenziato dal commissario dopo un’assenza dell’allora opposizione in aula) sempre con parere favorevole del Collegio dei revisori; portato a Solarino circa 11 milioni di euro di fondi extra bilancio, tra finanziamenti e risorse esterne, e ulteriori 6–7 milioni di FUA (Fondo per le aree urbane) riconducibili alla sua gestione: “respingiamo al mittente le accuse di aver contribuito al buco e di aver subito due pareri negativi dei revisori. Non esiste un solo consuntivo da me approvato con parere contrario”.

Sul tema della commissione d’indagine, lo scontro è anche politico e procedurale. Nei giorni scorsi, sei consiglieri di maggioranza hanno già proposto l’istituzione di una Commissione consiliare di indagine sulla situazione finanziaria del Comune, con l’obiettivo dichiarato di esaminare criticità e rilievi del Collegio dei revisori nei rendiconti 2021-2023 e nei bilanci di previsione 2022-2024.

Secondo Germano, però, non basta guardare agli ultimi tre anni: “è davvero singolare che la maggioranza chieda una commissione limitata a tre anni, quando il disastro viene da lontano. Una commissione seria deve guardare almeno agli ultimi dieci anni, non soltanto al biennio della mia amministrazione”.

L’ex sindaco ricorda che, dal 1993 – anno dell’introduzione dell’elezione diretta – “tutti i sindaci, tranne Pietro Mangiafico e il sottoscritto, appartenevano o appartengono alla stessa area politica che oggi sostiene il sindaco Spada”. Da qui il sospetto che, a suo dire, ci sia un doppio gioco: l’ex sindaco Scorpo che proverebbe a spostare le responsabilità su altri e l’attuale sindaco Tiziano Spada che, in caso di dissesto, potrebbe rivendicare il ruolo di “erede di una situazione compromessa” come alibi per ciò che non potrà fare.

Sul possibile dissesto finanziario, Germano mantiene una posizione formalmente prudente: “Non ne faccio una questione ideologica: il problema non è dissesto sì o no. Il problema è la verità su come ci siamo arrivati. Aspettiamo il giudizio del revisore dei conti e poi valuteremo. Ma prima di decidere sul destino del Comune bisogna dire chiaramente ai cittadini chi ha prodotto questi 15 milioni di debiti”.

Per questo l’opposizione annuncia di voler depositare una propria richiesta di commissione di inchiesta, distinta da quella della maggioranza, con un mandato più ampio: ricostruire l’intero percorso che, nell’arco di un decennio, ha portato Solarino a un disavanzo milionario e verificare – carte alla mano – responsabilità politiche e amministrative.

La proposta, che sarà presentata ufficialmente in Consiglio dal consigliere Mangiafico, avrà l’obiettivo di esaminare bilanci, piani di riequilibrio, anticipazioni di liquidità e rapporti con i revisori, verificare gli effetti delle scelte compiute dalle diverse amministrazioni e chiarire se e in che modo siano stati rispettati gli impegni assunti con lo Stato e con gli organismi di controllo.


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