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SOS aule fredde a Siracusa, Giansiracusa incontra gli studenti del Federico II di Svevia

Studenti in mobilitazione, segnali dalle istituzioni

Continua la mobilitazione degli studenti siracusani contro le aule gelide nelle scuole della provincia. Termosifoni spenti o malfunzionanti, temperature che scendono fino a 10 gradi – e in alcuni casi anche sotto – stanno rendendo difficile il normale svolgimento delle lezioni, spingendo gli studenti a scendere in strada e a organizzarsi in modo compatto.

Nel corso della rubrica “SOS Aule Fredde”, Siracusa News ha raccolto la testimonianza di Alessandro Drago, rappresentante della Consulta Provinciale degli Studenti, che ha raccontato l’incontro avvenuto in mattinata tra gli studenti del Federico II di Svevia e il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Gian Siracusa.

Durante il confronto, il presidente ha illustrato la situazione dell’istituto e ha spiegato che si è in attesa di un finanziamento regionale, che dovrebbe arrivare entro un mese, per avviare una riqualificazione complessiva dell’edilizia scolastica, compresi gli impianti di riscaldamento. Tra i temi affrontati anche quello della possibile dislocazione dell’istituto da via Polibio a viale Santa Panagia, questione che verrà approfondita in un tavolo tecnico fissato per il 19 gennaio, con il coinvolgimento di tutte le scuole interessate.

Su questo punto, però, gli studenti sono chiari: “Chiediamo l’intero istituto, non accetteremo soluzioni parziali”, ha ribadito Drago, sottolineando come la mobilitazione non sia disposta a scendere a compromessi sui diritti allo studio.

La protesta, partita dall’occupazione del Corbino e da iniziative di altri istituti come l’Insolera, si è rapidamente allargata, coinvolgendo gran parte della comunità studentesca siracusana. Anche oggi si sono registrate nuove manifestazioni, tra cui quella del Fermi, a dimostrazione di una partecipazione ampia e trasversale.

Gli studenti si dicono fiduciosi nel dialogo con le istituzioni, ma restano vigili: “Vogliamo aule dignitose per garantire il diritto allo studio, la salute degli studenti e del personale scolastico e il regolare svolgimento dell’attività didattica”, conclude Drago.


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