“Questa mattina alle 10:30 presso il piazzale superiore della Balza Akradina, nel luogo dove Papa Giovanni Paolo II si affacciò per benedire la nostra città, si è tenuta una conferenza stampa indetta dalle 48 associazioni riunitesi sotto l’acronimo di SOS-SIRACUSA.
Numerosi i partecipanti delle diverse associazioni che non si sono fatti intimorire dalla pioggia di questa mattina.
Tra i presenti Enzo Maiorca, portavoce del movimento SOS-SIRACUSA ha affermato, rivolgendosi all’assessore Titti Bufardeci, che “costui deve avere delle allucinazioni al contrario, per affermare pubblicamente che la cementificazione di Siracusa non esiste… basta affacciarsi dal Castello Eurialo – prosegue Maiorca – come io stesso ho fatto appena sentite queste sue parole, per rendersi conto dello scempio che è già stato fatto ( sono li, ognuno di noi può andare a vedere) e che si sta perpetrando ai danni del nostro patrimonio paesaggistico, storico e culturale di cui non rimarrà nulla da tramandare a figli e nipoti se si pensa ancora a seppellire tutto sotto il calcestruzzo”.
Maiorca ha poi proseguito facendo un appello al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo perché faccia sentire la sua voce e a tutti i consiglieri comunali affinchè si assumano ognuno le proprie responsabilità e giorno 6 settembre votino secondo coscienza per evitare il disastro che si sta per compiere e dal quale non sarà più possibile tornare indietro ed infine si è rivolto a tutti i siracusani, anche ai pescatori che non avranno più un posto dove stare, un porto dove poter lavorare, perché vengano tutti il 6 settembre alle 19:00 al consiglio comunale a decidere del nostro futuro.
Presenti alla conferenza anche il consigliere Ettore Di Giovanni e l’on. Enzo Vinciullo che ha affermato in rappresentanza del PDL, di appoggiare in pieno le proposte di variante proposte dalle associazioni di SOS-SIRACUSA ed ha proposto di continuare la battaglia alla Regione Sicilia.
Intervento anche di Andrea La Monica che ha presentato pubblicamente una perizia o consulenza tecnica d’ufficio, depositata a suo tempo presso gli uffici della Procura della Repubblica del Tribunale di Siracusa, secondo la quale i dati del CRESME relativi alle cubature su cui si fonda l’attuale PRG sono stati palesemente falsati. Tratto dalla perizia: “Lo studio dei CRESME nella stima del fabbisogno residenziale contiene tutta una serie di valutazioni, di fondamento per le determinazioni finali, palesemente, palesemente accresciute, alcune delle quali abilmente mascherate, il che fa fortemente presupporre la volontarietà degli autori ad incrementare il reale fabbisogno abitativo e le rispettive superfici necessarie, e quindi conseguentemente a sovradimensionare il piano.” Tutto ciò ha tratto in inganno l’amministrazione che ha oggi (con il consiglio del 6 settembre) l’opportunità di rimediare ad un disastro annunciato.
Lo stesso consiglio comunale, soli due anni dopo l’approvazione del PRG – ha ricordato Marcello Lo Iacono dell’Associazione Plemmirion – ha votato all’unanimità con 38 voti favorevoli su 38 presenti, un delibera di revisione del PRG conferendone l’incarico alla commissione urbanistica perché venisse redatto un documento di sintesi con le proposte di variante. La commissione ha a sua volta accolto le varie proposte di revisione avanzate dalle diverse associazioni e non solo, approvandole quasi all’unanimità. Ora tocca al consiglio comunale riprendere il suo percorso li dove lo aveva lasciato qualche hanno fa…non sono quindi le associazioni che si sono risvegliate dal letargo ma è lo stesso consiglio comunale che ha da tempo intrapreso questo cammino e che ora deve portarlo a termine nell’interesse di tutta la collettività che oggi come non mai si è schierata a difesa della loro città e del loro patrimonio.
Tra le altre personalità che hanno sposato questa causa troviamo Michele Mangiafico, avv. Corrado Piccione, l’ex soprintendente Giuseppe Voza, Padre Lombardo e Monsignor Greco.
Lo stesso presidente del consiglio comunale Edy Bandiera in un recente colloquio avrebbe affermato di essere d’accordo con 4 delle 6 proposte di variante.
Ed ancora crediamo che un partito come l’UDC di nota ispirazione cattolica debba tener conto di quanto affermato dallo stesso Papa in occasione dell’Angelus di domenica scorsa “Consegnare alle nuove generazioni un ambiente integro vuol dire consegnare ai giovani una terra in pace” ed invece sembra non avere ancora le idee chiare sul da farsi.
Giorno 6 settembre la parola spetta ai consiglieri comunali, a loro e alle loro coscienze spetta il compito di decidere di tutti noi.
Vorremmo sapere come intendano comportarsi, tutti quegli attori muti, come i tre componenti dell’area finiana di Granata, che si batte a livello nazionale e regionale in difesa dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e che ha più volte manifestato il suo appoggio alla causa di Siracusa. Confidiamo anche in lui affinché impartisca delle direttive precise ai suoi consiglieri, coerenti con la sua corrente di pensiero, scongiurando di fatto quella che potrebbe tradursi in un’astensione dalla seduta di giorno 6.
Durante la conferenza è intervenuta anche la Dott.ssa Francesca Felice la quale ha presentato un documento a firma di alcuni illustri avvocati e di cui si riporta una sintesi:
A distanza di quasi tre anni dall’approvazione del Piano regolatore Generale, a
seguito della richiesta avanzata da numerose associazioni di tutela e da alcuni
consiglieri comunali, lunedì 6 settembre 2010 il Consiglio Comunale sarà
chiamato a discutere del destino urbanistico della città, nello specifico sulle
proposte di varianti allo strumento urbanistico.
Numerose sono state le critiche avanzate dalle organizzazioni imprenditoriali
che vedevano nel PRG la legittimazione a soddisfare i propri desideri di
cementificazione di numerose aree del territorio siracusano, affermando di
vantare nei confronti dell’amministrazione comunale dei “diritti quesiti” sulle
aree attualmente edificabili, con ciò, paventando una maxi azione risarcitoria
nel caso in cui il Consiglio Comunale disattendesse le loro aspettative.
Aberrante e palesemente minatoria risulta la ricostruzione della vicenda da
parte di tali soggetti, assolutamente priva di qualsivoglia fondamento
giuridico. é
è così che un gruppo di noti giuristi siracusani, dall’Avv. Piccione all’Avv.
Salerno, dall’Avv. Sciacca e Del Vecchio, hanno unito le proprie capacità
intellettuali per redigere un parere che verrà sottoposto allo stesso Consiglio
Comunale alla seduta di lunedì mattina; parere che, legittimando il potere del
Consiglio Comunale di apportare varianti al PRG, mira a distogliere di
qualsiasi fondamento la ricostruzione fatta dalla categoria imprenditoriale.
Dal testo di tale documento emerge che a tal riguardo si è affermato un
unanime e consolidato orientamento giurisprudenziale. Il Consiglio di Stato,
supremo organo di giustizia amministrativa, ha più volte ribadito (da ultimo
con la sentenza n. 2418/2009) che un piano urbanistico comunale successivo può
revocare una previsione di edificabilità di un terreno contenuta in un piano
precedentemente vigente, senza che ciò comporti la lesione di “alcun diritto
edificatorio del suo proprietario. La sentenza si spinge oltre , arrivando a
statuire che è del tutto legittimo imprimere una destinazione d’uso diversa a
un terreno precedentemente dichiarato edificabile, anche se su di esso è stata
avviata una procedura di formazione di un piano di lottizzazione, in quanto
“nessuna posizione giuridicamente può essere riconosciuta a progetti di
lottizzazione che, al momento della variazione del PRG risultino ancora in
itinere o in istruttoria ancorchè da lungo tempo.
Le scelte effettuate dalla PA in sede di formazione ed approvazione dello
strumento urbanistico generale sono accompagnate da un’amplissima valutazione
discrezionale che, nel merito non sono sindacabili; infatti, il Consiglio di
Stato, quando è stata chiamata a decidere sulla legittimità dell’operato del
Comune di Roma nell’adozione della variante generale del 1990, ha bocciato la
tesi di molti contraddittori ricorrenti che lamentavano un’ingiustificata
compressione dei propri diritti a edificare causata da una modifica del PRG;
unico limitre che l’amministrazione deve osservare è che le scelte devono
essere indicate nella relazione illustrativa, senza che debba essere nemmeno
fornita specifica mitivazione alla destinazione urbanistica delle singole aree.
Deve essere garantita massima tutela soltanto alle aspettative o affidamenti
(qualificati) di quei soggetti che, rispetto a determinate aree, siano stati
parte di convenzioni di lottizzazione già approvati o accordi di diritto
privato e coloro che abbiano visto ingiustamente negarsi una concessione
edilizia in vigenza del precedente piano. Ma non p questo il caso; pertanto,
non costituisce “affidamento qualificato la semplice preesistente possibilità
edificatoria dell’area. Sulla base di queste premesse, si chiede al Consiglio
Comunale di dare avvio al procedimento di adozione di una nuova variante di
salvaguardia al PRG vigente che tenga conto dei principi in materia ambientela
che sono venuti a maturazione in questo triennio di vigenza, con specifico
riguardo al piano di gestione UNESCO e al piano paesistico in prossimità di
approvazione.”
MOVIMENTO
SOS-SIRACUSA
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