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Stadio Chiuso: In Politica Si Affronta La Questione Con Sensibilità

Acceso il dibattito politico attorno alla condizione “stadio chiuso”. Le alte cariche amministrative della città affrontano la situazione in difesa dei tifosi più disciplinati che, fermo restando i provvedimenti decisi finora, a malincuore dovranno rinunciare al loro Siracusa.
Non si riesce ad accettare che il 5 ottobre la tanto amata squadra aretusea possa giocare il suo match a porte chiuse, senza i cori degli affezionati tifosi che danno loro la carica giusta per dare il meglio.
Le misure restrittive circa le partite del Siracusa calcio sono state valutate dal sindaco Roberto Visentin, che ha chiesto al Prefetto, Maria Fiorella Scandura, di convocare una riunione per discuterne.


Il vertice si è congiunto oggi alle ore 10 in Prefettura e vi hanno preso parte anche il Questore, Antonio Cufalo, e i rappresentati della società azzurra.

“Il 5 ottobre il Siracusa scenderà in campo al ‘Nicola De Simone’ – ha detto Visentin -. Fermo restando la censura per gli episodi di violenza e ribadendo che i colpevoli devono essere puniti in modo esemplare, ritengo che si debba fare di tutto per evitare che venga disputata un’altra partita con gli spalti vuoti e per consentire ai veri appassionati di godere dello spettacolo del calcio”.

Anche Luciano Spicuglia, consigliere del Partito Democratico alla Provincia Regionale di Siracusa, interviene sulla nuova decisione di chiudere lo stadio ai tifosi in occasione del prossimo impegno casalingo del Siracusa contro l’Adrano in programma il 5 ottobre prossimo:La situazione venutasi a creare dopo gli incidenti di Modica ha portato di fatto ad un’inaccettabile criminalizzazione dell’intera tifoseria siracusana che ha invece sempre dimostrato, in decenni di storia ed al di là dei palcoscenici sui quali la squadra maggiore di calcio si è esibita, correttezza e compostezza”.

Spicuglia ha ritenuto corretto raccogliere l’appello lanciato in queste ultime ore dalla parte sana della tifoseria del Siracusa e mettere a disposizione il suo ruolo di rappresentante dei cittadini a livello provinciale.
“Gli stadi sono, e devono restare, spazi aperti, posti dove ci si possa ritrovare tutti, grandi e piccoli, uomini e donne senza particolari problemi, magari divisi dalla passione per questa o quella squadra ma nel pieno ed assoluto rispetto dell’altro – ha proseguito Spicuglia – chiudere gli impianti sportivi, blindarli, renderli fortini inespugnabili, è una dolorosa sconfitta per tutti, è la negazione dello stesso concetto di sport che è invece aggregazione, apertura a tutti, leale competizione”.


“La triste sensazione – ha concluso il consigliere provinciale Spicuglia – è che il gesto di tre balordi qualche giorno fa a Modica, per altro compiuto lontano dall’impianto e parecchio tempo dopo la conclusione della partita, sia adesso utilizzato per continuare a tenere in scacco un’intera comunità che ha invece nel proprio dna civiltà, cultura dell’accoglienza e del dialogo che non sarà certo un quanto mai discutibile provvedimento a cancellare”.

In tal senso, anche l’on. Mario Bonomo, deputato alla Regione dello stesso schieramento di Spicuglia, si è fatto portavoce ed interprete con i suoi colleghi perché esercitino un’azione unitaria e convergente nei confronti delle istituzioni, civili e sportive, in maniera tale da rimuovere questo ulteriore blocco che appare oltre che immotivato soprattutto fortemente penalizzante.


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