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Stazione – Viale Paolo Orsi – Teatro Greco: Il Triangolo delle “Lucciole”

Le notti siracusane continuano ad essere uno dei momenti maggiormente vissuti della giornata dai tanti vacanzieri che, liberi dal vincolo lavorativo dell’indomani, prolungano le loro serate fino a che non si intraveda più nessuno in giro.

Ed è in questo periodo di maggior movimento che certe “presenze costanti” delle notti cittadine saltano all’occhio in modo più evidente.
Donne molto belle, generalmente dalla pelle molto scura, anzi nera, che alcuni uomini desiderano, e se “gettate” ai bordi delle strade più periferiche perdono immediatamente gran parte del loro fascino.


Quando la sera, dall’altra parte della città
, le ragazze, agghindate con eleganza, trascorrono il tempo a divertirsi tra amici, e talvolta aspettando di incontrare il loro “principe azzurro”, altre giovani donne dalle forme procaci, invece, ricoperte appena con minimi abiti succinti, passeggiano ogni sera sui marciapiedi più isolati e bui. Sono le “lucciole” che passano la notte nell’attesa di un “cliente” per continuare a vivere.

Il fenomeno “prostituzione” anche a Siracusa è lampante e “galoppa” verso forme di trasgressione che a tutt’ oggi non sono accettate dall’opinione pubblica.
Oltre alle tradizionali prostitute, anche “ragazze” che “in superficie” sono delle provocanti squillo si danno da fare per attirare l’attenzione di quegli automobilisti che, nel momento in cui si fermano a chiedere il “servizio” ai “lavoratori da marciapiede”, sembrano, nella penombra, non avere identità.

Le attività di prostituzione nella nostra città vanno a delineare un triangolo territoriale i cui vertici comprendono la zona della Stazione Centrale, la fine del viale Paolo Orsi e il prezioso Teatro Greco.


I “Trans” si moltiplicano insieme alle statuarie “colleghe”
e popolano le piccole ore aretusee in quelle zone in cui la sera il passaggio delle persone avviene soltanto perché strade di collegamento con altre parti trafficate della città.

Un fenomeno che nell’opinione pubblica trova schieramenti contrastanti: chi prende le difese delle sfortunate ragazze costrette ad attività poco piacevoli e chi critica quello scenario non elegante che, all’ingresso della città, non rappresenta un bel biglietto da visita.
 


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