Trasferta amara per una Trogylos già pronta al riscatto. Nessuna giocatrice in doppia cifra, approccio sbagliato alla gara e uno a zero per Schio. Una Trogylos che non ti aspetti, avulsa nel gioco e inappetente di canestri, è capitolata, ieri, sul parquet del Famila dopo 8 gare utili consecutive con cui la formazione priolese aveva griffato la sua regular season in chiusura.
Nessuna scusa, nessun tentativo di nascondersi dietro un dito. Coach Santino Coppa va diritto al punto prima di salire sull’aereo per tornare in Sicilia: “Schio ha dimostrato di essere una delle squadre più forti e più in forma del campionato, giocando una gran bella gara contro di noi stasera (ieri per chi legge, n.d.r.)”.
Ma l’allenatore siciliano ne ha viste troppe nella sua lunga carriera e sa bene che perdere una battaglia non vuol necessariamente dire aver già perso la guerra: “Gara 2 sarà un’altra partita che farà storia a sé. Si ricomincerà dallo zero a zero e quindi nulla è già scritto. L’appuntamento dunque a tutti i nostri tifosi, che dovranno darci quella carica in più necessaria ad affrontare l’ostacolo, è per giovedì 16 aprile, alle 20.30, al PalAcer”.
E di carica supplementare l’Erg Acer ne avrà bisogno non poco, dopo il 70-41 (19-9, 36-20, 45-33, i parziali) subìto ieri al PalaCampagnola dalla squadra di coach Sandro Orlando. Partita male in approccio al match (11-2 al 4’) la squadra biancoverde è rimasta in scia alle venete sempre gravitando su un passivo a limite della doppia cifra grazie a una difesa comunque piena di grinta e caparbietà. Ma, come confessa lo stesso Coppa “a mancare è stata la squadra”.
E così, se da un lato il quadrilatero Antibe (12 punti), Macchi (11), Ress (11) e Masciadri (10) consentiva alle padrone di casa di instradare il match dalla loro parte, dall’altro, la più dura a morire si dimostrava Beatrice Sciacca.
La guardia cesenate (alla fine migliore tra le sue con 9 punti al 75% da due) trovava però man forte solo da Tania Seino, “solito” muro in difesa in grado di acciuffare ben 13 palle vaganti (miglior rimbalzista dell’incontro), come unica nota positiva in mezzo solo a qualche sprazzo di bel gioco. Davvero troppo poco per tener testa alle locali.
“Cirov aveva una caviglia in disordine – confessa Santino Coppa – e Vidovic è tornata in campo dopo il risentimento al ginocchio che l’ha tenuta ferma per diverse settimane. Sono le uniche due di cui posso accettare una giustificazione e da cui, in effetti, non potevo aspettarmi più di quanto non abbiano fatto.
La Sciacca si è dimostrata la migliore per grinta e determinazione. Il dato in sé è però anche emblematico e rispecchia in pieno la serata no in cui siamo incappati. Il resto è tutto da rivedere, a partire da quei tiri liberi che stasera (ieri) non volevano saperne di entrare. Ripeto, giovedì si ricomincia”.
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