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Storia delle VHS: il media scomparso

Se presentassimo una VHS ai giovani delle nuove generazioni, probabilmente sarebbero sorpresi nell'apprendere che si tratta di un media in grado di permettere la riproduzione di contenuti audiovisivi

Se presentassimo una VHS ai giovani delle nuove generazioni, probabilmente sarebbero sorpresi nell’apprendere che si tratta di un media in grado di permettere la riproduzione di contenuti audiovisivi. Gli utenti che hanno un’età superiore ai 30 anni facilmente ricorderanno le videocassette con grande nostalgia poiché parliamo di uno dei formati più diffusi tra gli anni ’80 e ’90. Tuttavia la storia delle VHS inizia molto prima, precisamente nel 1976, quando le prime cassette di questo tipo vennero introdotte sul mercato dalla compagnia JVC.

La loro successiva imposizione sul mercato fu dovuta a diversi fattori, tra quello più influente però troviamo il costo di produzione. Rispetto ai Betamax promossi da Sony in Giappone all’inizio degli anni ’70, le VHS erano compatte e soprattutto meno costose, sebbene la qualità video fosse sicuramente inferiore. Tale incentivo bastò alle grandi compagnie di distribuzione di film che iniziarono ad appoggiarsi a questo supporto per sfondare nella nascente nicchia dell’home cinema.

Cos’è una VHS?

Per chi si stesse chiedendo come funziona una VHS, possiamo dire che è principalmente costituita da uno scheletro in plastica che ospita due bobine interne con nastro magnetico, il contenuto multimediale è registrato su questo nastro e, inserendo la cassetta in un VCR o videoregistratore, è possibile far sì che venga visualizzato sullo schermo di un televisore.

Una delle grandi limitazioni delle VHS è sempre stata la degradazione dei nastri, un processo inevitabile a cui andavano incontro tutte le cassette sul mercato, anche quelle che non venivano mai lette da alcun videoregistratore. Il tempo metteva in moto processi chimici e il risultato era un’alterazione profonda del contenuto sia a livello video sia audio. Il motivo per cui molti nostalgici sono ancora affezionati ai propri nastri è perlopiù sentimentale quindi, a differenza di quanto accade con gli LP o dischi in vinile che offrono invece una qualità audio spesso superiore ai CD.

Ha senso oggi acquistare un videoregistratore?

Da quando le VHS hanno iniziato a essere sostituite da DVD e Blu-Ray, sono scomparse rapidamente dal mercato e, allo stesso tempo, anche i videoregistratori non avevano più senso di esistere. Acquistarne uno oggi potrebbe essere sicuramente una scelta anacronistica che solo i puristi dei contenuti video su nastro magnetico potrebbero prendere in considerazione.

Tuttavia, va anche sottolineato come esistano delle varianti che vale la pena prendere in considerazione in alcuni casi specifici. Prendiamo per esempio il caso di un utente che possiede ancora una vasta collezione di film o altri contenuti in VHS, magari anche filmati di famiglia e così via, e non vuole perdere per sempre i propri ricordi a seguito della degradazione dei nastri magnetici.

Esiste un modo per trasferire i contenuti su nastro in CD/DVD/Blu-Ray e ciò avviene grazie a dispositivi che sono venduti come prodotti ibridi, in grado di leggere tutti questi formati ed effettuare trasferimenti su supporti moderni e più affidabili. Se volete acquistare un classico videoregistratore vhs, invece, dovrete prepararvi a spendere più di qualche centinaio d’euro poiché i dispositivi che trovate sul mercato sono perlopiù oggetti usati e rigenerati da professionisti del settore oppure fondi di magazzino.

Per far sì che il VCR duri quanto più a lungo possibile, è consigliato utilizzare delle apposite VHS, ancora disponibili sul mercato, che fungono da strumenti di pulizia delle testine interne con un nastro realizzato in tessuto. Avviandone la riproduzione questa speciale cassetta rimuoverà tutte le particelle di polvere e di sporco, eliminando anche le formazioni di ossido.

Televisore supportato

Non bisogna dimenticare che, di pari passo con gli apparecchi per l’home cinema, si sono evoluti anche i televisori. I videoregistratori classici si interfacciavano con i TV tramite desueta presa SCART, ormai quasi scomparsa del tutto. Indubbiamente è ancora possibile trovare dei modelli che presentino questa uscita, ma si tratta di una piccola percentuale non al passo con il progresso tecnologico.

D’altronde, sarebbe alquanto anacronistico acquistare un televisore in grado di restituire una tecnologia di visione in 4K ma collegare un lettore di VHS per una qualità video che si avvicina al massimo a 352 x 288 pixel. Insomma, le nuove generazioni non hanno proprio alcun motivo per immergersi in questo mercato che resta di nicchia ed è destinato a sparire del tutto col tempo.

Ciò non significa che dovete però buttare via una collezione di VHS se ne avete una in casa o se vi è stata tramandata da nonni e genitori, potrete continuare a farle vivere su DVD e Blu-Ray in modo da mantenere intatto il lascito, aggiornandolo semplicemente ai nuovi e più duraturi formati.


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