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“Storia di una ribelle n’fame”: il nuovo romanzo di Mariagiovanna Mirano che premia il coraggio delle donne

Un libro che sta riscuotendo successo: tante le scuole che lo stanno adottando come testo di narrativa e presto sarà presentato ufficialmente anche ad Avola, rientrando nel progetto regionale sulla legalità

“Due donne, madre e figlia, vissute nella stessa casa, rappresentavano due Sicilie distanti anni luce. La prima asservita e aggrappata a un passato di mafia e omertà, la seconda coraggiosa e guerriera, protesa verso la libertà”. La “Storia di una ribelle n’fame” della scrittrice netina Mariagiovanna Mirano ha una vera protagonista: Maria Danaro, figlia 18enne di uno degli uomini di fiducia del boss di Basseria don Salvo Madruso.

Lei – all’oscuro dagli affari di famiglia e distante dalle dinamiche di paese – quando viene a sapere che padre e fratello vengono uccisi dalla mafia decide di ribellarsi, di emanciparsi, di diventare ‘nfame per i compaesani. Ma libera. La madre, però, è l’altra silente protagonista del libro spiccatamente antimafia. La madre è quella che pur consapevole dei tradimenti del marito, decide di chiudere un occhio. Quella che pur consapevole degli affari del marito, decide di vivere nel silenzio. Quella che pur consapevole che l’omicidio del figlio e del marito siano opera di Cosa Nostra, sceglie l’omertà e l’impunità per gli assassini arrivando pure a disconoscere la figlia coraggiosa. Sono due facce della stessa medaglia di una Sicilia anni ’90 in piena guerra di mafia e ancora agli albori del pentitismo.

Maria viene guidata da Carabinieri che vogliono cambiare il mondo, la città almeno. E dai giudici Caruso e Martini – figure liberamente ispirate ai magistrati Borsellino e Falcone – consapevoli di dare la vita per combattere una cultura mafiosa gretta e triviale, basata su uno strano senso dell’onore e lontana dai veri valori di legalità e giustizia. Mariagiovanna Mirano ha una scrittura fluente, semplice e immediata, cerca di far immedesimare i giovani di oggi nella giovane ‘nfame di allora, provando a creare un’empatia con la sfortunata ragazza; sola, tradita, abbandonata, orfana ma combattiva. E la vita sa ricompensare i coraggiosi.

Un libro che sta riscuotendo successo: tante le scuole che lo stanno adottando come testo di narrativa e presto sarà presentato ufficialmente anche ad Avola, rientrando nel progetto regionale sulla legalità.


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