Non si placa la polemica sullo stato delle arterie cittadine. Sulla questione delle buche stradali a Siracusa, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, alza il tiro dopo l’ultima seduta di Commissione, chiedendo un cambio radicale di rotta all’amministrazione comunale.
“Non servono più giustificazioni, ma soluzioni”, esordisce Cavallaro, che descrive il dibattito avvenuto giovedì scorso – su input del consigliere Greco – come il “solito copione” fatto di rivendicazioni e lamentele sulla cronica mancanza di risorse, mentre i crateri restano esattamente dove sono.
Secondo l’esponente di centrodestra, il vero ostacolo non sarebbe di natura economica, bensì organizzativa. Cavallaro punta il dito contro una gestione emergenziale che interviene solo a danno già fatto. “Si continua a intervenire quando la buca si è già aperta – prosegue -, aumentando i rischi per i cittadini e i costi per il Comune. La verità è semplice: non siamo di fronte a un problema di soldi, ma di metodo. La prevenzione è possibile, ma non viene fatta”.
A titolo di esempio, il consigliere di Fratelli d’Italia cita la situazione di viale Luigi Cadorna, in direzione piazza Euripide, dove il manto stradale risulterebbe già fortemente dissestato e prossimo al cedimento. Una situazione che mette a repentaglio la sicurezza stradale, specialmente per chi si muove sui mezzi leggeri. “È assurdo dover fare lo slalom con motori e biciclette per evitare di rischiare la vita finendo dentro una buca”, denuncia Cavallaro, sottolineando come le segnalazioni di cittadini e consiglieri restino troppo spesso chiuse nei cassetti per giorni.
Per uscire dall’impasse, Cavallaro propone di guardare a modelli già vincenti in altre realtà: mappatura digitale costante delle strade, manutenzione preventiva per bloccare il degrado sul nascere e Contratti basati sui risultati con tempi certi di intervento.
Il consigliere ha già chiesto al Presidente della Commissione, Ivan Scimonelli, un aggiornamento della seduta per discutere di soluzioni concrete, a partire da una rivoluzione nell’impostazione dei bandi di gara. “Serve una scelta chiara: continuare a inseguire le buche o iniziare a prevenirle. Oggi si sceglie la strada più facile e meno efficace, ma a pagare sono i siracusani”, conclude Cavallaro.
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