Suolo pubblico a Siracusa, si valuta il passo indietro ma a rischio i fondi per il bando periferie

Il consigliere di opposizione, Salvatore Castagnino, ha chiesto di sospendere o rinviare il pagamento della prima rata e l'amministrazione sta valutando l'ipotesi, anche se al momento, si preferirebbe andare avanti così per poi "incassare" un emendamento tecnico in Consiglio comunale

Suolo pubblico a Siracusa, si valutano le possibilità del dietrofront da parte dell’amministrazione comunale. Dopo un lungo tira e molla tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto tra Giunta e Consiglio comunale, ecco forse una svolta sulla Cosap. Un’imposta che l’amministrazione voleva aumentare del 100% in linea generale e del 200% in alcune zone di particolare pregio attraverso una delibera di Giunta che però è stata pesantemente bocciata una volta approdata in Consiglio.

In aula è passata una linea decisamente più “morbida” e meno “impopolare” che costringe Palazzo Vermexio a rifare i conti, mantenendo un balzello sull’imposta intorno al 20%. Un muro contro muro che sembrava insanabile, almeno fino a oggi. Stamattina, infatti, il consigliere comunale di opposizione e presidente della V commissione (Bilancio), Salvatore Castagnino ha nuovamente chiesto all’amministrazione comunale di sospendere o rinviare il pagamento della prima rata Cosap. “Sono soddisfatto in primo luogo della posizione del Consiglio comunale – dice Castagnino – che, con la sola astensione della Scala, ha voluto il ricalcolo e sono fiducioso che, come annunciato in via non ufficiale dall’amministrazione, si sposterà per fare chiarezza sul tema senza indurre in sanzione il contribuente“.

Una richiesta che, a quanto pare, è al vaglio della Giunta che entro venerdì – data di scadenza per il pagamento del primo acconto – dovrà fornire una risposta definitiva in tal senso. “La volontà della Giunta – replica l’assessore al Bilancio, Nicola Lo Iacono – è di dare corso alla volontà del Consiglio comunale e per questo stiamo valutando la forma giuridica più corretta per procedere agli adeguamenti“. Che quindi ci saranno, ma è proprio quella “forma giuridica” il vero inghippo.

La Giunta, seppur non apertamente, confida nel portare in aula il bilancio di previsione così com’è per poi “incassare” senza troppe difficoltà un emendamento tecnico che taglierebbe quei circa 200 mila euro stimati in più (secondo la Giunta e gli aumenti stabiliti). Il tutto perchè il documento finanziario è già al vaglio del Collegio dei Revisori e se si dovesse emendare il tutto già adesso, l’iter dovrebbe ripartire da zero.

E il rischio sarebbe quello di avere un bilancio di previsione approvato a fine estate con la possibilità, nemmeno troppo remota, di perdere anche importanti finanziamenti, come i 13 milioni di euro del famoso “bando periferie”. Insomma, la scadenza per la prima rata è alle porte, i commercianti e le organizzazioni datoriali sono sul piede di guerra e la soluzione al problema non appare vicina. Intanto però Giunta e Consiglio, maggioranza e opposizione, sembrano iniziare a parlare.


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