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Taglio ai parlamentari, a Canicattini Bagni avviata la raccolta firme per chiedere il referendum

Come sancito dall'articolo 138 della costituzione infatti, la domanda per il referendum va depositata entro i 3 mesi dalla pubblicazione della legge

Nell’Ufficio dello Stato Civile del Comune di Canicattini Bagni è possibile firmare la richiesta di referendum sul recente taglio al numero dei parlamentari. Le firme vengono raccolte per tutto il mese di dicembre 2019 nei giorni di apertura dell’Ufficio, dalle 9 alle 12, rivolgendosi alla responsabile Teresa Vasques.

Con 553 voti favorevoli e solo 14 contrari, lo scorso 8 ottobre si è concluso a Montecitorio il lungo iter della proposta di legge per il taglio di deputati e senatori. L’ultimo dei 4 voti che sono stati necessari, trattandosi di una riforma costituzionale, ha visto un numero record di parlamentari per il “sì”.

Tutti i principali gruppi hanno sostenuto il provvedimento. In particolare, a segnare un forte cambio di rotta rispetto alle votazioni precedenti, sono stati gruppi di centrosinistra: Partito democratico, Italia Viva e Liberi e uguali. Sempre contrari nelle letture precedenti, per rispettare l’accordo di governo con il Movimento 5 stelle, hanno espresso parere favorevole nel voto finale. Numeri che si sono aggiunti quindi alla già favorevoli posizioni di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Ma già durante le operazioni di voto erano emerse alcune voci fuori dal coro. Non ultima quella di Roberto Giachetti che con dichiarazione di voto annunciò il proprio parere favorevole per non disattendere gli impegni con il partito ma allo stesso tempo avvisò l’aula dell’intenzione di dar vita a una raccolta firme tra Camera e Senato per la promulgazione di un referendum sulla riforma. E a oggi l’obiettivo non è così lontano dato che al Senato mancherebbero una dozzina di firme per centrare l’obiettivo.

Come sancito dall’articolo 138 della costituzione infatti, la domanda per il referendum va depositata entro i 3 mesi dalla pubblicazione della legge. Si ha tempo quindi fino al 12 gennaio per chiedere che la legge sia sottoposta a un referendum popolare, eventualità per cui bastano le firme di 1/5 dei membri di una delle due camere, 500.000 elettori o 5 consigli regionali.


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