Il Tar di Catania rigetta il ricorso di Sorbello: a Melilli elezioni regolari

Sono state ritenute infondate le censure con le quali si deducono irregolarità formali e violazione di norme sul procedimento elettorale anche per via di elementi già vagliati dalla Procura e ritenuti irrivelanti

Giuseppe Carta resta sindaco di Melilli. A meno di stravolgimenti causa procedimenti penali in corso (vedi Operazione Muddica), eventuali dimissioni o sfiducia, l’amministrazione comunale che ha vinto le elezioni resterà in carica fino alla fine del mandato.

Carta resta ai domiciliari in attesa della decisione della Cassazione, ma intanto il Tar di Catania ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco e deputato all’Ars, Pippo Sorbello, candidato alle amministrative del 2017, che aveva chiesto l’annullamento delle operazioni elettorali, lamentando gravi irregolarità che avrebbero inficiato la correttezza delle operazioni di voto e di scrutinio. Per un difetto di notifica, il Cga aveva rimandato gli atti per la parola definitiva ai giudici del tribunale regionale amministrativo quindi doveva essere il giudice di primo grado a intervenire per dirimere la questione. Intanto la denuncia sulla presunta scheda ballerina nella sezione 10 è stata archiviata dalla Procura ma Sorbello ha sempre sostenuto di avere ottenuto voti non conteggiati in grado di recuperare la differenza di 8 preferenze in grado di colmare il divario con il sindaco risultato vincente.

Per il Tar, però, l’ex parlamentare non individua né il numero delle schede a lui non attribuite per ogni sezione, con l’indicazione delle modalità di espressione del voto, né il numero di schede che erroneamente sarebbero state attribuite a Carta e non è in grado di descrivere i vizi rilevati in tali schede ma si limita a ipotizzare l’omessa assegnazione in suo favore e l’attribuzione al sindaco eletto di un numero indeterminato di preferenze solo attraverso le dichiarazioni postume rilasciate da scrutatori, rappresentanti di lista ed elettori e presunte non corrispondenze tra voti riportati nei verbali e nelle tabelle di scrutinio nella sezione 10.

E i giudici riconoscono che Sorbello mirava a “un nuovo scrutinio sezionale, ma non riesce a dimostrare che dalle presunte irregolarità sia effettivamente derivata una alterazione del risultato elettorale” denunciando irregolarità e voto inquinato. E sono state ritenute infondate le censure con le quali si deducono irregolarità formali e violazione di norme sul procedimento elettorale anche per via di elementi già vagliati dalla Procura e ritenuti irrivelanti. Quindi, ricorso rigettato e Sorbello condannato a pagare pure le spese in favore del Comune di Melilli.


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