Si è riunito mercoledì il tavolo permanente per il lavoro e lo sviluppo presso la CCIAA per pianificare le attività del 2012. I rappresentanti presenti al tavolo hanno posto l’attenzione “sulla gravissima condizione socio-economica della provincia e messo in rilievo gli scarsi risultati ottenuti, nel corso degli ultimi mesi, a seguito delle iniziative svolte, compresa la grande manifestazione in piazza di Ottobre, per tentare di sbloccare le tante opere finanziate ma ancora ferme nel nostro territorio.
Il riferimento è all’ennesimo rinvio della Giunta regionale per autorizzare la progettazione esecutiva del rigassificatore, il blocco nell’appalto dei lotti 5, 6 e 7 della Siracusa – Gela, lo stallo generato dalla nuova interpretazione sulla concorrenza della Commissione Europea in relazione ai lavori di adeguamento del Porto di Augusta e della Catania-Ragusa oltre alle vicissitudini contrattuali per l’ammodernamento del tratto Siracusa-Rosolini e le note vicende giudiziarie nell’ambito dei lavori del porto turistico di Siracusa, etc. I fondi comunitari continuano ad essere utilizzati con lentezza ed una parte ritornerà inevitabilmente alla Comunità Europea”.
Una condizione di fronte alla quale i componenti del Tavolo hanno espresso estremo disappunto anche in considerazione della costante emorragia di posti di lavoro nel polo industriale, nel comparto edile, dei servizi e dell’agricoltura che, inevitabilmente, portano con se tutti gli altri settori trainanti dell’economia siracusana.
“A breve, tra l’altro, cominceranno a scadere anche gli ammortizzatori sociali per quei lavoratori di fatto già fermi e all’orizzonte si prospettano mobilità e licenziamento con grave rischio della rottura della coesione sociale in tutto il territorio. In questi mesi abbiamo invece avuto una manovra del governo nazionale che contribuirà ad impoverire ancor più le comunità e sul livello locale una forte recrudescenza di fenomeni di criminalità, racket, estorsioni, rapine e furti generalizzati che continuano in un contesto fortemente indebolito.
Di fronte a questa difficilissima situazione non si registrano azioni forti, determinate e concrete da parte dei nostri rappresentanti al governo nazionale e regionale, di chi dirige il nostro territorio e ci rappresenta nelle sedi istituzionali. Non siamo riusciti nemmeno ad essere ricevuti dal Presidente della Regione per sbloccare l’empasse che frena il nostro territorio”.