Si è aperto quest’oggi il Convegno internazionale su Siti Unesco, città tardo barocche del Val di Noto al Teatro Comunale di Noto, alla presenza dell’on. Fabio Granata, deputato nazionale e componente della Commissione Cultura, del prefetto di Siracusa, Maria Fiorella Scandura e del sindaco di Noto Corrado Valvo. A introdurre i lavori, il sovrintendente ai Beni Culturali di Siracusa, Mariella Muti, e Giovanna Susan responsabile dei Beni Architettonici Soprintendenza di Siracusa. Presenti, tra gli altri, il responsabile nazionale Iconom.
Tutto cominciò da quando si comprese che i beni culturali andassero valorizzati non solo conservati, da quando cambiò il modo di gestire la cosa pubblica. Una intuizione che scaturì “grazie” a una grande sventura, il terremoto del ’90 da cui conseguirono una serie di interventi importanti e una grande lungimiranza dei politici e funzionari che iniziarono ad investire nel restauro dei beni culturali.
Noto, bellezza storica che rivela anche un’ anima, la città di pietra. Un grande fermento culturale per una città dunque in movimento. Non proprio di pietra. “Mischiare l’arte insieme all’ economia, alla civiltà e alle grandi potenzialità su cui questa amministrazione sta investendo – ha esordito il sindaco Corrado Valvo –. Dunque, Noto come Roma e Venezia, siamo stati capaci un po’ tutti a far diventare Noto città visibile a livello internazionale. Nulla viene lasciato al caso, grazie ad un grande studio di concerto con la Sovrintendenza che ha fatto di questo sito un grande laboratorio di studi. Nei venti anni sono stati fatti grandi passi in avanti, oggi siamo anche scuola di restauro. Tutte iniziative che faranno crescere ancora di più la nostra città”.
E’ seguito il saluto del Prefetto di Siracusa, Maria Fiorella Scandura. “Partecipo con molto piacere a questa iniziativa che tende a riaffermare ancora una volta il cuore del tardo barocco della parte sud del Val di Noto, centro artistico culturale che, allo stesso tempo, vuole interrogarsi su come proseguire su un’ attività che è in corso di valorizzazione che non è solo restauro e tutela di questo complesso straordinario. Trovo molta passione nel sindaco Valvo nell’impegno di promozione di questa città che, purtroppo. Ha toccato il basso col terremoto del 90 e il crollo della cattedrale che ha suscitato commozione ma anche sdegno a livello mondiale.
Proprio da questo episodio è nata l ‘energia per andare avanti. Questo è stato un momento in cui attraverso l’apertura al pubblico del monumento più insigne della città, è sorta la volontà di una intera collettività ad andare avanti. Sono personalmente interessata a questo processo. Nella città di Noto vi è un cospicuo numero di chiese, diciassette per l’esattezza, ed io sono rappresentate dell’Ente degli edifici di culto sul territorio e che si occupa della tutela di questo straordinario patrimonio artistico Nella chiesa di Montevergine ormai restaurata è stata allestita la mostra fotografica di Lamberto Rubino. Restauro avvenuto grazie ai fondi regionali.
I beni culturali sono in realtà bene di tutti, sia di quanti vengono a vedere questo patrimonio sia per le generazioni future. Un compito molto forte. Afflusso di visitatori e turisti, credo che Noto e le campagne meravigliose ch circondano la città abbiano potenzialità enormi e possono essere sfruttate appieno, Si potrebbe fare molto di più”.
A spiegare la bontà del progetto Por Agenda 2000 è stata il Sovrintendente Mariella Muti.
“E’ un progetto che mette l’accento sulla conoscenza del sito culturale Unesco. A Lisbona abbiamo presentato il percorso che abbiamo fatto per giungere all’iscrizione nella Lista, percorso che culminerà il 22 novembre prossimo con una tavola conclusiva presieduta dall’assessore regionale al Turismo Titti Bufardeci su “pubblico e privato, idee e risorse per il patrimonio ambientale e culturale”. Da mettere in rilievo l’importanza del sito web sui siti del Barocco, a cura della società Strategica comunicazione di Palermo che ha per un anno questo servizio di raccolta di informazioni, studi e ricerche. www.baroccovaldinoto.it
Mi rendo conto quanto il nostro lavoro sia difficile e delicato.
Ciò comporta anche un grosso sforzo economico che si accompagna alla conclusione della programmazione dell’Agenda 2000. Contavamo di finire alcune grosse opere, continuare gli scavi, creare il parco naturale del Monte dell’Alveria. Abbiamo da completare come restauro definitivo di alcuni locali della nuova associazione dei Siti Unesco. Servono ancora quattro milioni di euro e non sono pochi. Fondamentale cercare altre soluzioni che non possono essere solo rivolte alla pubblica amministrazione, ma anche ai privati, nuovi sponsor da contemplare nel recupero di questo patrimonio. Motivo che ci ha portato a terminare questo ciclo con il dibattito del 22 novembre”.
Un invito a collaborare con la Sicilia è giunto dal presidente Icomos Italia, Maurizio Di Stefano: “Siamo vicini alla regione siciliana. Non a caso. E’ opportuno che si sensibilizzino per tempo quei luoghi che hanno necessità di porre in ordine le proprie attività di tutela , valorizzazione e gestione e cioè di conservazione. Su questo Sicilia e provincia di Siracusa possono essere da esempio per tutti i siti italiani e siciliani. La norma attuata quando Nicola Bono era sottosegretario ai Beni Culturali ha dato una notevole svolta aprendosi ai rapporti internazionali con altri ministeri. In questo discorso di riordino della programmazione stiamo anche cercando di stabilire un presidio Icomos regionale”.
Carla Marmorana, membro Icomos (International council of monumentes) ha esaltato lo spirito dei luoghi,il cosiddetto genus loci dei paesaggi italiani. Marmorana ha parlato di approccio di topo olistico al patrimonio culturale, di conservazione partendo dalla base per arrivare all’ economia e al turismo. Una presa di consapevolezza dei valori e trovare anche le modalità per salvaguardare il patrimonio compatibilmente con le esigenze da noi espresso. Il Riferimento pregnante con le campagne, valore anche economico in passato che va rispolverato anche oggi. La grandissima attenzione da parte di tutti gli specialisti di tutte le discipline insieme a quella già confermata da tutti gli specialisti Icomos nazionale e internazionale, poggia sull’ esaltazione del lavoro che solo i locali possono fare per la salvaguardia del sito”.
Fabio Granata (deputato nazionale componente commissione cultura). Nota la sua lotta contro le trivellazioni in val di Noto.
“Anche qui ci sono stati problemi, ancora non risolti, nelle ricerche petrolifere. Insieme al sindaco di Noto e di Modica Tpr (non a caso più sindaco) abbiamo ingaggiato una grande battaglia contro le perforazioni nel Val di Noto. Abbiamo creato un fronte molto solido e coerente che non ha trovato risposte in linea con questa grande questione da parte degli enti locali. Occorre creare uno strumento per le politiche coerenti, uno strumento tecnico ma di consapevolezza, di conoscenza sui siti Unesco.
Serve l’idea che tutto questo debba diventare modello di sviluppo. Rivendicare questo spazio anche attraverso strumenti di comunicazione facile, come quella legata a Montalbano, serial televisivo. Un’altra scommessa, che non è quella di fare grandi concerti, è avere intuizione di promuovere il paesaggio culturale che passa dalla ricostruzione tardo barocca ma anche da un filo rosso che passa attraverso l’idea della qualità del paesaggio e del profitto culturale. Mi ero illuso che questo si potesse fare attraverso riunioni di servizi. Il tema è un altro: far vivere tutto questo al territorio. Non è una scoperta epocale. Occorre innescare un meccanismo di condivisione per uscire dal piccolo egoismo locale.
Lo strumento è la legge. Va creata la coerenza dello sviluppo e la valorizzazione. E qui subentra la questione delle competenze. La regione ha competenza esclusiva sulla tutela del patrimonio ma occorrerebbe una competenza del parlamento nazionale sulla necessita di individuare i distretti turistici culturali che danno l’idea della qualità del prodotto culturale locale. Per esempio, la legge sul sistema dei parchi archeologici che esiste in Sicilia per fornire uno strumento di valorizzazione che fuoriesca dalle competenze locali. Questo Sud Est ha bisogno di un coordinatore, di una cabina di regia unica con un Cda composto da pubblico e privato che faccia una positiva di rivendicazione culturale e grande opportunità di sviluppo legato agli animi del luogo di questo territorio”.
A conclusione del convegno, la regista Giovanna Bongiorno ha illustrato il video realizzato sui Siti Unesco per volontà della Sovrintendenza di Siracusa. “Da alcuni anni mi dedico a raccontare il patrimonio del nostro territorio – ha detto Bongiorno -. Ho tenuto conto della canalizzazione di questo video, tanto nel digitale terrestre che su Sky. Raccontare le cose, affascinando la gente, produce un certo effetto, perchè la gente torna con piacere a visitare quei posti. Augurandomi di poter assistere a questa rinascita della volontà di farcela come Sud est e come Sicilia”.
Domani seconda giornata di studi con il seminario internazionale a partire dalle 9,00 sino alle 20. Presente l’assessore regionale ai Beni Culturali Antonello Antinoro. Si parlerà di terremoti e ricostruzioni con esperti provenienti da Lisbona, Spagna, Malta e New York.
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