Total Tax Rate: a Siracusa nel 2019 tassazione globale al 61,1%, lieve calo rispetto al 2018

A conti fatti il risultato è un reddito disponibile previsto per il 2016 di 19.442 euro, in leggerissimo aumento rispetto al 2018 quando era pari a 18.661 euro

Come sarà nel 2019 il peso complessivo del fisco (il cosiddetto Total Tax Rate) sulle piccole e medie imprese e sugli artigiani? Il Centro Studi Cna lo ha misurato e quantificato, andando a controllare, una per una le principali città italiane, cioè tutti i capoluoghi di Provincia e di Regione. Il risultato è l’Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e piccole e medie imprese in 141 Comuni d’Italia che da qualche anno monitora proprio la pressione fiscale nei territori.

Nel 2019 si arriverà, dato medio su Italia, al 59,7%. Se guardiamo al dato locale, Siracusa, 102esima città sui 141 comuni, si attesterà su una tassazione globale pari al 61,1% con un + 1,4% sulla media nazionale e con un lieve calo del 1,6% nel passaggio dal 2018 al 2019. In Sicilia fanno peggio Catania (tassazione globale prevista al 2019 pari al 65,4%), Agrigento (61,6%) e Messina (62,5%). Seguono gli altri con la performance migliore di Enna (57,8%).

Il centro studi ha infine calcolato il Tax Free Day, un modo semplice ed efficace per capire fin dove arriva in dodici mesi la mano del fisco sulle piccole imprese. Il limite oltre il quale inizia il guadagno dell’impresa è il 10 agosto (media nazionale il 5 agosto) con ben 196 giorni lavorati per pagare tributi vari e 169 per la propria famiglia.

Alla fine la questione più importante di tutte, secondo Cna, ovvero, nel 2019 quanto resta concretamente alle imprese? Tutti i calcoli dell’Osservatorio sono stati fatti prendendo come riferimento un’impresa manifatturiera individuale con 5 dipendenti (4 operai e un impiegato), 431 mila euro di fatturato e 50 mila euro di reddito d’impresa, con a disposizione un laboratorio (350 mq di superficie), un negozio per la vendita (175 mq) e attrezzature.

Il territorio – commenta Innocenzo Russo, presidente provinciale di Cna Siracusa – sconta una tassazione ancora estremamente elevata e con un basso reddito d’impresa. Non riusciamo a sopportare alcune imposte, come l’IMU che nonostante la sua maggiore deducibilità acquisita nell’ultima legge di bilancio rappresenta un freno fortissimo allo sviluppo ed alla crescita della manifattura, ed un territorio senza manifattura ha poche chance di rilanciarsi efficacemente”.

A conti fatti il risultato è un reddito disponibile previsto per il 2016 di 19.442 euro, in leggerissimo aumento rispetto al 2018 quando era pari a 18.661 euro.

Abbiamo la necessità di riformare il fisco una volta per tutte – afferma Gianpaolo Miceli, vice segretario provinciale di Cna Siracusa – ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, rivedere l’Irpef su autonomi e imprese personali, anticipare dal 2019 la piena deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali avviandone l’eliminazione, aumentare la franchigia Irap almeno a 30mila euro, rivedere i criteri per i valori catastali, agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali, evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso l’uso intelligente della fatturazione elettronica. Un mix di proposte necessarie ed inderogabili per dare forza alle micro e piccole imprese”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo