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Tra il mare e la “Caldarella” Gregorio Paltrinieri si allena a Siracusa: “Manca l’adrenalina del pubblico”

“Lo sport è fatto anche di adrenalina che spesso e volentieri dà il pubblico, soprattutto nelle competizioni italiane l’attaccamento del pubblico alla gara è tutto” – dice Paltrinieri.

Gli allenamenti sono finiti, l’acqua è ferma, così come si è fermato totalmente (o quasi) lo sport. Poco prima di concedersi alle nostre telecamere Gregorio Paltrinieri, campione olimpico in carica nei 1.500 metri stile libero stava completando la sua sessione – l’ennesima – di vasche all’interno della piscina Caldarella. Un ambiente quasi surreale, così come è surreale questo 2020, con un impianto silenzioso, le tribune vuote. A rompere il silenzio solo qualche rumore degli operai, intenti a piccoli lavori di manutenzione per ridare lustro alla “Caldarella” in attesa di tempi migliori. O meglio in attesa della normalità. Quella normalità che manca anche al campione olimpico di Rio, che sente l’assenza dell’adrenalina da competizione. Ora, però, le sue giornate e quelle dei suoi compagni di collegiale – Domenico Acerenza (Fiamme Oro / CC Napoli), Arianna Bridi (Esercito / Trento Nuoto) e Dario Verani (Esercito / Nuoto Livorno) – si dividono tra gli allenamenti in vasca e quelli al mare.

Lo spirito durante l’allenamento non è quello di sempre. “Lo sport è fatto anche di adrenalina che spesso e volentieri dà il pubblico, soprattutto nelle competizioni italiane l’attaccamento del pubblico alla gara è tutto” – dice Paltrinieri.

Riferimento ovvio al fatto che, da oltre 1 anno, non ci siano competizioni. Rinviati tutti gli appuntamenti sportivi più importanti, tra cui le Olimpiadi di Tokyo, rinviate di un anno. E se lo sguardo di Paltrinieri da una parte è fisso all’appuntamento a cinque cerchi, dall’altra lascia trasparire l’amarezza per l’assenza del pubblico che è “adrenalina necessaria per lo sport”.


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