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Triathlon: Francesco Russo una Vita per lo sport

Superman? No semplicemente Ironman.
Francesco Russo una vita di corsa: la voce di un TRIATHLETA Siracusano

3,8 km a nuoto, 180 in bici e 40 di corsa, per tanti è una pazzia, per pochi è il TRIATHLON uno sport completo,
Il triathlon è uno sport giovane, nasce nel 1977 da una scommessa tra un gruppo di amici su di una spiaggia di Honolulu, alle Hawaii.
Il suddetto gruppetto discuteva a proposito della gara più dura dal punto di vista della resistenza: se fosse la Waikiki rough water swim di 3,8 km a nuoto, se fosse la 112 mile (180 km) bike race around Oahu, o the Honolulu Marathon di corsa di km 42,195.

Il comandante della marina John Collins suggerì di combinare le tre prove in un’unica gara.
Tutti risero, ma quel giorno era nato il triathlon, ed era nata la gara che ha fatto la leggenda di questo sport, l’Ironman delle Hawaii.

Francesco Russo classe 1976 pratica triathlon dal 2001 tesserato con il “team bici sport Carrara”, ha partecipato a tre IRONMAN
KLAGEFURT 2004 (Austria), FRANCOFORTE 2007 (Germania) e l’ultimo il 13 luglio scorso ROTH 2008 (Germania), oltre a numerose gare di triathlon su varie distanze.

Come ti sei avvicinato al triathlon e in particolare alla distanza IRONMAN?

Sono stato sempre appassionato di questi tre sport, praticandoli separatamente, poi tramite riviste specializzate ho scoperto il TRIATHLON e da allora mi è scattata la scintilla.
Mi sono avvicinato alla distanza IRONMAN quasi per scommessa insieme al mio grande amico Sebastiano Imbesi (anch’egli triathleta Siracusano), da quel giorno ho trovato la mia dimensione, uno sport di grande fatica che ti fa conoscere a pieno te stesso i tuoi limiti, ma allo stesso tempo di rafforza.

Certo ci vuole impegno e costanza, ma il vantaggio del triathlon sta proprio nella sua varietà: difficile annoiarsi praticando tre sport diversi, invece che uno solo. E poi a poco a poco questo diventa uno stile di vita, che regala un benessere straordinario.

Come ci si prepara, secondo la tua esperienza personale a un IRONMAN?

Prima di tutto devi crederci mentalmente, poi vengono le tabelle gli allenamenti, devi avere tanta pazienza durante le lunghe sedute di allenamento, cercare di non saltare gli obiettivi di avvicinamento prefissati e seguire un’ alimentazione sana e corretta.

La tua esperienza all’IRONMAN di Roth?Pensieri durante la gara?Sensazioni dopo aver tagliato il traguardo?

Più che positiva direi, ho trovato un ambiente sereno e incitante, la gara è stata caratterizzata da un’incessante pioggia che ha reso tutto più difficile stare più di 10 ore sotto la pioggia non è il massimo, pensavo e dicevo: chi me lo fa fare?

Poi pensavo ai sacrifici fatti per 7 mesi di duri allenamenti e a mia moglie ferma ad aspettare un mio passaggio, grazie anche a lei la forza di continuare di andare avanti passo dopo passo.

Una volta varcata la “finish line”, sensazioni da brivido, pensavo: c’è l’ho fatta ancora una volta, ho portato a termine una delle gare di resistenza più dure al mondo, poi subito con le poche forze rimaste in corpo rivedere e abbracciare mia moglie che mi aspettava al traguardo è una gioia immensa. Dopo il telefonino per comunicare a tutti i miei amici che aspettavano mie notizie, quanto sono stato “bravo”oggi, “semplicemente” un “IRONMAN FINISHER”
 


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