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Tribunale di Siracusa. De Giovanni (Anm): “organico Gip/Gup in condizioni disastrose, sistema informatico in tilt. Impossibile andare avanti”

Un altro fronte critico riguarda il futuro dei funzionari UPP (Ufficio per il Processo), assunti per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr e in scadenza di contratto

Altro che riforma della giustizia: a Siracusa basterebbe avere un computer che funzioni. È l’amaro sfogo di Ilenia De Giovanni, segretaria della sottosezione Anm di Siracusa, che racconta un quadro preoccupante della situazione negli uffici giudiziari siracusani.

A oggi, la vacanza di organico nel Tribunale civile e penale supera il 40%, con l’ufficio Gip in condizioni che definisce “disastrose” da mesi. In organico dovrebbero essere cinque magistrati più il presidente, ma se ne sono già andati Palmeri e Alligo. A breve lascerà anche il presidente Carrubba, poi Martina Belpasso e Giulia D’Antoni. Dal prossimo dicembre, inoltre, Scapellato e Migneco passeranno alla Corte d’Appello di Catania e tra la magistratura requirente anche Carla Frau che andrà in Cassazione.

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Da gennaio

Un’emorragia di toghe che i prossimi arrivi non riusciranno a compensare. Il 18 dicembre arriveranno sei magistrati di prima nomina, di cui quattro al penale e due al civile. Oltre a questi, ne sono previsti altri tre, ma i posti vacanti restano comunque più di quelli che si coprono.

Nel frattempo, chi resta è costretto a moltiplicare gli sforzi. “Sia al civile sia al penale stiamo sopperendo alle carenze d’organico con tre udienze settimanali invece di due, coprendo anche le assenze dei giudici onorari, anch’essi sotto organico. Restano in servizio magistrati come Piccione, mentre De Martino e Coniglio dovrebbero passare dal dibattimento. Al Gip siamo rimasti in tre. In procura, invece, la situazione è quasi regolare (in arrivo un nuovo Pm, per una pianta organica regolare così ne mancherà solo uno, ndr), ma ci sono procedimenti come i codici rossi, che non possono essere rinviati e ingolfano gli uffici”.

Oltre alla cronica carenza di personale, a rendere tutto più difficile è un sistema informatico obsoleto e instabile. “Ci blocca e rende più difficile ogni attività. Basti pensare che in un’aula il microfono del testimone non funziona e si rischia di fermare un’udienza perché dovrebbe intervenire il ministero: sembra banale, ma è la fotografia della nostra realtà”.

Un altro fronte critico riguarda il futuro dei funzionari UPP (Ufficio per il Processo), assunti per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. “Da giugno 2026 cesseranno il contratto ma sono risorse fondamentali, lavorano al nostro fianco, ci seguono in udienza, aiutano nella redazione dei provvedimenti. Non so come faremo senza di loro. E mancano pure i cancellieri: senza assistenza in udienza rischiamo la paralisi”

Un grido d’allarme che si estende anche al futuro: “Si parla di aprire sedi distaccate – conclude De Giovanni – e le difficoltà aumenteranno ancora. Servono risorse, tecnologia e personale adeguato. Perché la giustizia non si può reggere solo sulla buona volontà di chi la porta avanti, spesso senza orari”.


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