Un quadro economico e sociale ancora fortemente critico quello tracciato dall’UGL di Siracusa in occasione dell’incontro di fine anno. Il sindacato denuncia l’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro e l’impoverimento di lavoratori e pensionati, aggravati dalla riduzione delle detrazioni fiscali e dal progressivo taglio alle politiche sociali.
Secondo l’UGL, mancano oggi le condizioni per parlare di sviluppo del territorio: molti progetti restano sulla carta e le promesse della politica, dal nuovo ospedale alla viabilità provinciale, non hanno trovato attuazione. L’unica nota positiva riguarda lo stanziamento per il porto di Augusta, risultato ottenuto grazie all’impegno dell’Autorità Portuale.
Forte la preoccupazione per l’area industriale di Priolo e per le vicende Sasol, così come per l’emigrazione crescente dei giovani, soprattutto laureati, costretti a lasciare il territorio per mancanza di opportunità e salari adeguati. Critiche anche ai provvedimenti “tampone” in sanità, che non risolvono la grave carenza di personale e rischiano di penalizzare ulteriormente pazienti e lavoratori.
L’UGL lancia un appello alla classe politica affinché abbandoni slogan e misure episodiche e investa seriamente in un welfare universalistico, nella riduzione della pressione fiscale e in politiche sociali strutturali. “Non c’è crescita senza coesione sociale – conclude il sindacato – e senza un reale impegno per il lavoro, la dignità delle persone e lo sviluppo equilibrato dei territori”.
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