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Umberto I: Malasanità O Necessità Di Bilancio? Chi Ha I Soldi Vive Meglio

Pubblichiamo di seguito una lettera aperta di un lettore inviataci a: lettori@siracusanews.it

Spettabile Redazione
Chiedo la cortesia di pubblicare questa mia lettera perché solo così, condividendo con altri la mia esperienza, posso disintossicarmi dalla rabbia che cresce dentro di me come la panna montata.

Devo fare una Tac dell’arcata dentaria; è caduto un ponte a tre denti e bisogna provvedere in qualche modo a recuperare un’equilibrata masticazione.
Mi procuro la richiesta dal medico curante e mi presento a prenotare la prestazione all’ ospedale Umberto I di Siracusa. Appuntamento per il 24 febbraio 2009 alle ore 15,15! Chiedo un anticipo di data, insisto, mi altero. Non c’è nulla da fare.

Devo aspettare tre mesi. E la mia masticazione? Corro il rischio di alterare irreversibilmente precari equilibri all’interno della mia bocca. Disperata mi guardo in giro per trovare tempi più rapidi ma non sono molti studi che hanno la necessaria attrezzatura, molti hanno esaurito il budget e danno la prestazione solo a pagamento.

Vengo a sapere però che nello stesso Ospedale, pagando, cioè rinunziando all’assistenza sanitaria, si possono ottenere tempi migliori.
Telefono e……miracolo!
Senza muovermi da casa ottengo per la stessa giornata, nelle prime ore del pomeriggio, la prenotazione per la tanto sospirata Tac.
E i tre mesi di attesa di prima che fine hanno fatto?

A cosa serve l’assistenza sanitaria se poi sei scoraggiato a servirtene.
La salute, bene sociale, principio costituzionale fondante, sembra un concetto appannato quando bisogna fare i conti con le necessità di bilancio di una struttura pubblica.
Chi gestisce la regia per scoraggiare gli utenti a servirsi del Servizio Sanitario Nazionale?

Mi piace pensare che sia ad un livello superiore a quello dello sportellista addetto alle prenotazioni.
E mi vien da pensare che le uguaglianze sono solo formali: chi paga ha un servizio migliore, anche in Ospedale.

La solidarietà, la previdenza, lo stato sociale abbondantemente sostenuti dai contributi pagati nel corso della propria attività lavorativa si vanificano di fronte alle necessità di bilancio delle Aziende Ospedaliere e mi domando se è giusto tutto questo.
Forse è meglio il sistema sanitario di altri Paesi dove lo Stato non è garantista ma ciascuno provvede a se stesso mediante polizze assicurative.


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