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Un hub per l’idrogeno: la ricetta di Confindustria Siracusa per “salvare” la zona industriale

A penalizzare le aziende del Petrolchimico, secondo gli industriali, sono da un lato il Piano per la transizione ecologica, che imporrà a partire dal 2035 il divieto di vendita di veicoli alimentati con benzina e gasolio, ed il Pnrr, che non ha previsto aiuti alle imprese per consentir loro di investire in tecnologie per abbattere le emissioni di Co2

Per salvare dal tracollo il Petrolchimico di Siracusa sono necessari il Patto per la raffinazione e la realizzazione di un Hub dell’idrogeno. Ne è certo il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, che ha lanciato un appello alla mobilitazione generale per convincere il Governo nazionale ad adottare misure in grado di evitare il tracollo della zona industriale. “Va necessariamente rimodulato – dice Bivona – un Pnrr che non ha preso in considerazione le imprese energivore o vanno trovati fondi ad hoc: le nostre aziende dovranno farsi carico, con adeguati accompagnamenti, di trasformazioni epocali per mantenersi in piedi”.

A penalizzare le aziende del Petrolchimico, secondo gli industriali, sono da un lato il Piano per la transizione ecologica, che imporrà a partire dal 2035 il divieto di vendita di veicoli alimentati con benzina e gasolio, ed il Pnrr, che non ha previsto aiuti alle imprese per consentir loro di investire in tecnologie per abbattere le emissioni di Co2. Eppure una norma per riconvertire le aziende petrolifere c’è: il Patto per la raffinazione, attraverso cui il settore potrebbe usufruire di risorse con l’impiego di una parte delle accise e dell’Iva per investimenti legati ad un piano di abbattimento degli inquinanti. Servono, però, soldi per finanziare questo progetto, e Confindustria Siracusa ne ha discusso nelle settimane scorse con il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso di un incontro avvenuto a Roma, al termine del quale Salvini si sarebbe impegnato a portare avanti le istanze di Confindustria.

Ieri, intanto, alla Camera dei deputati è passato un emendamento al decreto Energia che “porta a 500mila tonnellate la quota di biocarburanti da immettere nella distribuzione commerciale, utilizzando le risorse del fondo per la decarbonizzazione e per la riconversione delle raffinerie ricadenti nei Sin istituito dall’articolo 17 del decreto energia, dotato per l’anno in corso di 205 milioni, 45 per il 2023, e 10 per il 2024”, spiega la parlamentare nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo.

È un provvedimento che per Bivona non servirà a risollevare il Petrolchimico, capace di far lavorare oltre 7500 persone, tra diretti ed indotto. “È una tipologia di carburante che le raffinerie, quelle del Petrolchimico di Siracusa, non trattano”, taglia corto il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona che propone un altro progetto, legato al Patto di raffinazione. “Il Polo industriale di Siracusa è qualificato -dice all’Agi – per ospitare un Hub dell’idrogeno. I più grossi consumatore di idrogeno sono le raffinerie, che lo utilizzano per desolforare tutti i prodotti che vengono immessi nel mercato. Avremmo una produzione a Km 0, senza sprechi, di energia e di trasporto. Peraltro, il Petrolchimico di Siracusa con l’idrogeno ci lavora da ormai 60 anni, per cui si sono sviluppate professionalità e conoscenze che sono un patrimonio importante che non va sprecato. Ci sono aziende che producono idrogeno, per cui basterebbe realizzarlo qui un Hub piuttosto che andare altrove e realizzarlo ex novo”.


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