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“Una mano per dire che ci siamo”, anche a Siracusa è stata celebrata la Giornata mondiale della sindrome di down

Le parole di Simona Corsico vicepresidente Aipd Siracusa (associazione italiana persone down).

“Il 21 marzo di ogni anno è per noi un giorno molto significativo, perché si celebra la vita oltre la difficoltà, il sorriso al di là della lentezza, la gioia che traspare da due piccoli ma profondi occhi a mandorla. La giornata mondiale sulla sindrome di Down di quest’anno ci rimarrà impressa nei nostri cuori come le orme delle oltre 400 manine disegnate e arrivate dagli istituti comprensivi (e non solo) della provincia (e oltre).” Così Simona Corsico vicepresidente Aipd Siracusa (associazione italiana persone down).

“Una mano per dire che ci siamo” è stato lo slogan voluto e ideato da Città educativa insieme all’associazione Giosef del comune di Siracusa, ma soprattutto è stato il pretesto per costruire un grande cerchio della vita attorno alla sindrome di down, una condizione di vita che interessa tanti bambini, giovani e adulti anche nella nostra Siracusa.

“La vera forza di questa società è la solidarietà e la giornata del 21 marzo lo ha dimostrato ancora una volta. – dice Simona Corsico – Siamo un’associazione di famiglie sostenuta da tanti amici e volontari e facciamo rete con tantissime altre associazioni che non mancano di darci supporto e tra queste, ringraziamo ancora una volta Zuimama che non finisce mai di stupirci e di darci la giusta carica per ogni nostra manifestazione.

La risposta delle scuole al nostro 21 marzo è stata massiccia ed emozionante e quando si parla di scuola si intende quella che si fa in ogni dove, dalle mura degli istituti comprensivi (Wojtyla, Raiti, Paolo Orsi, Costanzo, Lombardo Radice, Salvatore Quasimodo di Floridia, Brancati, Giaracà), da quelle delle scuole paritarie e private (Sacro Cuore di Siracusa, Baby’s Palace, Alò Baby, Eco Nido “Gli Scriccioli”) a quelle degli istituti superiori (Federico II di Svevia di Siracusa e Alessandro Volta di Palermo), financo quelle all’interno degli istituti di riabilitazione come il CPIA Catania 1 di piazza Lanza, che ci ha omaggiato (su iniziativa voluta dai detenuti), oltre che di meravigliosi disegni, anche di due sculture fatte con sapone e farina. – e poi Corsico conclude A nome di tutto il CdA ringrazio tutti gli intervenuti e auspico una sempre maggiore adesione negli anni avvenire perché la disabilità non ha colore né confini, ma solo cuore e amore da dare e da ricevere.”


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