Giunta alla terza edizione, la rassegna porta quest’anno al centro della scena le donne dell’antichità: quattro studiose e scrittrici ne racconteranno le storie, restituendo al pubblico figure che la tradizione ha spesso lasciato in ombra.
Si comincia venerdì 27 marzo, dalle 17:00 alle 19:00, con Lucia Floridi, docente di Filologia greca e latina all’Università di Bologna. La sua lectio – “Una donna in guerra: Briseide, da Omero a oggi”- prende le mosse da un personaggio rimasto per secoli ai margini del racconto: la prigioniera che nel mito greco tace e subisce, vittima di una sostanziale subalternità anche rispetto alle sue più celebri consorelle omeriche. Floridi ne segue le tracce mostrando come la filologia sappia restituire voce e spessore anche a chi sembrava condannato al silenzio.
Il 17 aprile è la volta di Beatrice Masini – scrittrice, traduttrice, direttrice di Bompiani – che presenta il suo romanzo Io sono la mela. Una storia di Saffo: un affascinante racconto per immagini costruito attorno ai frammenti della poetessa di Lesbo, che riesce nell’impresa di rendere quel mondo remoto sorprendentemente vicino.
Il 24 aprile Anna Maria Urso, ordinaria di Filologia classica all’Università degli Studi di Messina, propone una riflessione su “Il corpo altro. Storia antica di una discriminazione di genere”, un percorso dentro le culture greca e romana per capire come abbiano costruito e codificato la differenza di genere, e quanto di quella eredità sia arrivata fino a noi.
L’8 maggio chiude il ciclo di incontri Antonella Provenza, dell’Università di Palermo, con un intervento sulla terapia musicale delle donne di Locri e Reggio.
La rassegna Classiche Frequenze, realizzata in collaborazione con La Casa del Libro, sarà introdotta dalla Direttrice del Dipartimento di SCLF, Marinella Muscarà, e coordinata da Sonia Macrì, associata di Lingua e Letteratura greca all’UKE, che ha concepito il programma come una sequenza coerente e intrecciata di sguardi – filologico, narrativo, storico, musicologico – che convergono tutti sullo stesso punto: il femminile nell’antichità come specchio, deformante e rivelatore, del presente.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni








