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Università: Parlamentari In Consiglio Comunale Siracusa A Difesa Della Convenzione Vigente

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Difendere la convenzione vigente con l’università di Catania, compresi i corsi di laurea in Beni culturali, ed avviare uno studio di fattibilità per la costituzione a Siracusa del quarto polo pubblico.

La calda querelle universitaria tra le due province continua a scottare e ad essere affrontata in lungo e in largo dalle istituzioni politiche che fino a questa mattina hanno discusso la vicenda in Consiglio Comunale.

L’ordine del giorno di cui sopra, è stato approvato all’unanimità dall’assise, al termine della seduta.
Ai lavori ha partecipato il sindaco, Roberto Visentin. Alla convocazione hanno risposto i deputati Bufardeci, Gianni, Granata, Marziano a Vinciullo; il presidente della Provincia Bono con gli assessori Ignaccolo e Meloni; il presidente del consorzio universitario, Baio, il vice, Cavallaro, e il direttore Cannata; il rappresentante degli studenti dell’ateneo, Antonio Bonafede. Una lettera di scuse per l’assenza è stata inviata dal deputato regionale, Roberto De Benedictis.
Dell’altra parte, nessuna presenza. Il rettore Recca e il preside della facoltà di Lettere, Iachello, hanno comunicato di essere impegnati altrove, ma l’assenza del rettore è stata fortemente criticata da molti degli intervenuti. In particolare, Granata ha invitato tutti i parlamentari a sottoscrivere un documento per stigmatizzarne il comportamento e per il mancato invio di un sostituto.

Il consiglio comunale – ha detto soddisfatto il presidente del Consiglio comunale, Edy Bandiera (in foto a destra) – sta svolgendo in questa vicenda un ruolo centrale, non a caso molti degli intervenuti hanno sottolineato che quella di stamattina è la prima occasione di confronto aperto in una sede istituzionale. Sono emersi spunti importanti che saranno un patrimonio quando l’assise sarà chiamata ad occuparsi dell’ipotesi di convenzione nell’esclusivo interesse del territorio e delle giovani generazioni”.

Nel documento approvato, che ha come primo firmatario Ettore Di Giovanni, il Consiglio “esprime il proprio rammarico per l’assenza del magnifico rettore dell’università di Catania, ritiene che occorre difendere e chiedere l’applicazione della convenzione già stipulata e vigente anche per i corsi di laurea in Scienza del beni culturali e Tecnologia applicata al restauro e alla conservazione dei beni culturali, primo e secondo livello, su questo piano, continuare il confronto con l’ateneo di Catania; ritiene altresì che, parallelamente, si avvii in percorso per uno studio di fattibilità del IV ateneo pubblico in Sicilia, impegnando in tal senso il sindaco”.

Il dibattito è stato aperto da chi aveva chiesto la convocazione del consiglio comunale aperto, Ettore Di Giovanni, che ha parlato di “veri e propri diktat lanciati dal rettore che mette in discussione la presenza a Siracusa della facoltà di Architettura”.

Il sindaco Visentin e il presidente Bono hanno ripercorso le varie tappe della vicenda ed entrambi hanno voluto assicurare l’assise sul fatto che Siracusa resterà una sede universitaria e che Architettura non andrà persa. Se Visentin ha parlato di una proposta di convenzione irricevibile, evidenziando la pretesa antisismicità delle sedi, Bono ha detto che quella proposta non è una convenziona ma “un patto leonino” a tutto vantaggio dell’università.

Per Marziano, il progetto dell’ateneo è una “palese violazione della convenzione vigente, che non è carta straccia”. L’università a Siracusa si può salvare proprio perché ci sono dei precisi accordi che vanno rispettati.

Secondo Granata, la facoltà di Architettura non è nella disponibilità del rettore perché è stata istituita con decreto del ministero e con sede a Siracusa. Poi ha chiesto che si avvii una causa contro l’università per chiedere il rispetto della convenzione. Più complicata e a lunga scadenza è, infine, per Granata la nascita del quarto polo.

A detta di Gianni (in foto a sinistra), “c’è un preciso interesse a chiudere la sede di Siracusa, utilizzata per l’assunzione di professori” e, per il futuro, ha proposto di riprendere la sua idea di costituire in città la sede del Politecnico del Mediterraneo.

C’è chi pensa poi che bisogna insistere nel confronto con l’ateneo ed evitare rotture. “La convenzione – ha aggiunto a proposito Bufardeci – può essere migliorata ma va confermata” e vanno salvaguardate le prerogative della città e il suo diritto di guardare ad altre realtà.

Vinciullo ha invitato a proseguire nel confronto sulla base, però, delle proposte di modifica della convenzione che arriveranno dai consigli comunale e provinciale nella loro piena autonomia.

Per il consorzio universitario, mentre Cavallaro si è detto convinto dell’utilità della trattativa con Catania, Baio ha chiesto di insistere per la conferma a Siracusa dei corsi di laurea di Beni culturali perché Siracusa dispone di tutti i requisiti richiesti. La loro presenza, assieme ad Architettura, è la condizione necessaria per arrivare alla nascita del Politecnico.

Antonio Bonafede, consigliere per gli studenti del dipartimento Seminario giuridico, ha detto che la città non ha le strutture per rispettare la nuova convenzione, e ha chiesto una riunione congiunta dei consigli comunale e provinciale.

Poi la parola è passata ai consiglieri comunali. Per Di Giovanni, “il compromesso non può essere la capitolazione”; la nuova convenzione è di fatto la rinuncia dell’esistente ed è dalla difesa di questo che si deve partire nel confronto con l’ateneo.

Stessa posizione anche per Mastriani, per il quale non si può fare dietro-front e vanno difesi i corsi in Beni culturali.

Per Rodante (in foto a destra), la convenzione è inaccettabile e l’università sta deludendo le aspettative degli studenti. “Condivido l’idea dell’on. Granata – ha detto l’avvocato – di mantenere in vigore le precedenti convenzioni che impegnano gli enti locali e l’Ateneo catanese all’insediamento a Siracusa dei Corsi di laurea di Architettura, Scienze dei Bb Cc e Tecnologie applicate al restauro ed alla conservazione dei Bb Cc. Il maldestro tentativo del Senato Accademico e del Rettore di cancellare gli accordi pregressi, sostituendoli con una nuova convenzione, totalmente sbilanciata a favore dell’Università, ha comportato una violenta reazione da parte del consiglio comunale e delle rappresentanze degli studenti. Come si può approvare un accordo che mantiene inalterate le spese e cancella o trasferisce la maggior parte dei Corsi di laurea? Nonostante l’intenzione di rinviare al mittente tale proposta, ritenuta da più parti offensiva e strumentale, il Civico consesso, in modo responsabile, dovrà continuare le trattative con l’Ateneo, al fine di raggiungere un accordo che possa, previo il coinvolgimento di tutte le parti in causa, e soprattutto degli studenti (veri partner economici dell’università), mantenere i corsi preesistenti, ovvero limitare i costi, rinunciando solo a quei corsi di laurea che qualitativamente e quantitativamente (per il numero di iscritti) non sono conformi alle esigenze didattico-formative della popolazione studentesca siracusana”.

Garozzo si è chiesto perché le proposte del rettore non siano mai state sottoposte al parere di un avvocato.

Corrado Grasso ha invitato il sindaco e il presidente della provincia a mediare da una posizione di forza che sia dignitosa per la città.

Per Maltese, la convenzione va migliorata e la facoltà di Architettura deve restare a Siracusa.

Alla fine del dibattito, il presidente Bandiera ha messo ai voti l’ordine del giorno, che è stato approvato all’unanimità.