Il passaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso all’ISAB di Priolo, a pochi giorni dal perfezionamento dell’acquisizione del 51% della raffineria da parte di Ludoil, apre anche un fronte politico. A contestare le modalità dell’incontro sono il senatore del Pd Antonio Nicita e il deputato regionale dem Tiziano Spada, che criticano in particolare il mancato coinvolgimento dei parlamentari di opposizione.
La visita di Urso si è svolta questa mattina nello stabilimento, con il ministro accolto dal presidente di Ludoil Donato Ammaturo e dall’amministratore delegato di ISAB Paolo Fedeli. Il ministro ha visitato gli impianti e incontrato lavoratori, rappresentanti sindacali e istituzioni locali.
Per Nicita e Spada, però, l’appuntamento avrebbe assunto una connotazione prevalentemente politica.
“Riteniamo grave che questa visita si sia risolta in una passerella di parte, con un “dibattito” chiuso, senza inviti ai parlamentari di opposizione regionali e nazionali – dicono Nicita e Spada -. Non è con passerelle mediatiche politiche offerte in esclusiva a maggioranza e Governo che si può discutere sul serio del rilancio della transizione ecologica. Speriamo almeno che il Ministro Urso voglia per una volta rispondere alle nostre interrogazioni e, segnatamente, chiarisca la responsabilità del Governo nell’aver accettato il precedente contratto asimmetrico e insostenibile tra Trafigura e Isab, e come si intenda operare oggi per riparare agli errori passati del Governo a proposito del Golden Power a Goi Energy.”
L’altra questione sollevata dal Pd riguarda il piano di sviluppo annunciato dalla nuova proprietà. Ludoil ha indicato investimenti per circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, con interventi sull’efficienza della raffineria e una progressiva conversione verso i biocarburanti. L’attuale organico è stato confermato e il piano prevede anche nuove professionalità specializzate. Per Nicita e Spada, tuttavia, occorre chiarire quale sarà il contributo delle risorse pubbliche, nazionali ed europee.
“Il Ministro parla di accordi privati ma non chiarisce quali risorse pubbliche, nazionali ed europee, si intendano mobilitare per rilanciare la transizione ecologica, le prospettive occupazionali, la tutela della salute e dell’ambiente – concludono i due esponenti Dem -. Senza chiarire questi punti, ogni ipotesi di espansione di capacità futura resta solo eventuale. Ci auguriamo che quella di oggi, con inviti solo a una parte politica, sia stata una falsa partenza da parte di chi ha organizzato l’evento.”