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Usura aggravata ai danni di due correntisti: indagati i funzionari della Bcc Pachino

Vittime sarebbero l’ingegnere Giuseppe Squasi e la moglie Corradina Speranza

Usura aggravata ai danni di due correntisti. È il reato per cui sono stati iscritti nel registro degli indagati i funzionari della Banca di credito cooperativo di Pachino. Il Gip del tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri, ha accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione fatta dall’avvocato Pietro Nicotera, del foro di Roma, legale dei correntisti vittime del reato: l’ingegnere pachinese Giuseppe Squasi e la moglie, Corradina Speranza. Sono anche stati disposti ulteriori accertamenti ad opera della Procura, che aveva avanzato una richiesta di archiviazione.

La vicenda è iniziata da oltre 18 anni, con la richiesta di una fideiussione di 113 mila euro da parte di Speranza nel 2003. Dopo una serie di vicissitudini, la Bcc chiese a Speranza e al marito Squasi di rientrare dal debito ma applicando, stando a quanto sostenuto dalle persone offese, interessi eccessivamente elevati.

L’istituto di credito avrebbe tenuto un “indebito atteggiamento – ha raccontato l’avvocato Nicotera – tramite i suoi funzionari, e (Squasi e la moglie) si sono trovati in una grave condizione economica che ha messo in crisi l’attività imprenditoriale svolta vedendosi chiudere le porte d’accesso a finanziamenti bancari per l’altrettanto indebita segnalazione operata all’ufficio rischi della Banca di Italia, operata dall’Istituto di credito indagato dopo la chiusura del contratto di conto corrente bancario intrattenuto”.

Successivamente era subentrato un termine di prescrizione “quando invece l’usura aggravata – ha sostenuto l’avvocato Nicotera – esercitata nell’ambito di attività bancaria si prescrive in quindici anni, nonché le ulteriori incongruenze emergenti in ordine all’effettiva data degli ultimi pagamenti avvenuti che la Procura aveva indicato nel 2010 anziché nel 2012”.


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