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Valorizzazione del “capitale umano”, da Siracusa l’allarme di Confindustria: “la politica deve cambiare rotta”

"Ridurre il debito, ridurre il deficit e aumentare la crescita": questo il messaggio che il presidente nazionale di Confindustria Boccia lancia al mondo della politica

Ridurre il debito, ridurre il deficit e aumentare la crescita“. Questo il messaggio che il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, lancia da Siracusa al mondo della politica. Il presidente Boccia è in città in occasione dell’assemblea pubblica di Confindustria Siracusa sul tema “Il capitale umano – risorsa strategica per l’impresa ed il territorio” che si è tenuta nel pomeriggio a villa Politi. “Abbiamo tre grandi questioni davanti a noi – ha proseguito Boccia – quella infrastrutturale, la formazione e l’inclusione dei giovani e la competitività del Paese. Su questi punti dobbiamo agire e orientare tutte le risorse. La formazione ci garantisce il futuro del Paese e le infrastrutture ci garantiscono la competitività del Paese”. L’incontro è stato utile anche per sancire la firma dell’accordo per il potenziamento della filiera formativa in apprendistato per l’industria 4.0 – “Talent Pipeline” tra l’Assessorato Regionale all’istruzione e formazione, l’Università di Catania, l’Usr ambito X di Siracusa, l’Anpal Servizi e Confindustria Siracusa.

Subito dopo spazio dedicato a una tavola rotonda moderata da Marcello Sorgi, alla quale hanno partecipato dando il proprio contributo Luca Bianchi (Direttore Svimez), Giovanni Brugnoli (Vice Presidente Confindustria per il capitale umano), Edoardo Garrone (Presidente Erg), Roberto Lagalla (Assessore all’istruzione e formazione Regione Siciliana), Andrea Prencipe (Rettore Luiss)

Sul tema del capitale umano il presidente di Confindustria, Diego Bivona, cui è spettata l’apertura dei lavori ha detto che quando è stata programmata questa assemblea pubblica “avevamo appena portato a termine il Rapporto di Sostenibilità 2018 del Polo Industriale di Siracusa che evidenzia la rilevanza ed il valore del nostro capitale umano rappresentato dalle 8.000 persone, tra occupati diretti ed indiretti che lavorano nelle aziende, con conoscenze e competenze ingegneristiche di assoluto livello e una manodopera altamente specializzata grazie a questo capitale umano importanti multinazionali si sono avvicendate nel territorio, generando spin-off e aziende di servizi. Ancora oggi alcune di queste imprese dell’area industriale competono e acquisiscono commesse sui mercati internazionali.

Il tema della valorizzazione del capitale umano è di grande rilevanza e attualità, tant’è che nella seconda edizione di Connext, il più grande evento espositivo e di business matching di Confindustria che si terrà a Milano il prossimo 27-28 febbraio, uno dei quattro drivers tematici sarà proprio “la persona al centro del progresso”.

Nella provincia di Siracusa, come emerge da un focus di Svimez sull’economia del Mezzogiorno del 2018, a fronte di una popolazione inattiva, ma in età lavorativa, pari a 107 mila unità, i giovani tra i 15-29 anni che non studiano né lavorano sono oltre 74 mila. A questo fatto fa da contraltare un altro elemento, altrettanto preoccupante, sia per la dimensione sia per il depauperamento del capitale umano interessato, relativo alla “migrazione selettiva” dei giovani laureati.  I dati sono noti: negli ultimi 15 anni la Sicilia ha perso 175.000 giovani ed oltre 52.000 laureati, di cui circa 6.000 solo della provincia di Siracusa.

Una dispersione di capitale umano a cui occorrerebbe porre rimedio con incisive politiche attive per attenuarne quanto meno la dimensione – prosegue Bivona -. La causa è spesso associata alla strutturale carenza di occasioni di lavoro qualificato e, in parte, ma solo in parte, è vero. Il fenomeno, difatti, è molto più grave, in quanto oggi molti giovani rinunciano alla vicinanza dei propri cari, alle radici ed al clima del proprio territorio che fino ad un certo punto hanno fatto da collante … e non sono invece più disposti a rinunciare a servizi essenziali e determinanti per la qualità della vita: i trasporti, le infrastrutture, la sicurezza, la sanità, i servizi della pubblica amministrazione.”

Ma voglio parlare anche dell’altra faccia della medaglia, e mi duole affermarlo – ancora il numero uno di Confindustria Siracusa -. Oggi accade una situazione per certi versi paradossale: le nostre aziende del polo industriale hanno difficoltà a trovare manodopera specializzata, di saldatori, strumentisti, elettricisti ed anche di giovani laureati di talento da Napoli in su, che siano disponibili a lavorare in Sicilia.

Succede, ad esempio, che un giovane ingegnere, dopo aver superato brillantemente il colloquio, rifiuta l’assunzione perchè ha valutato più importante l’aspetto della reputazione del contesto territoriale dove dovrebbe lavorare. Ed oggi, nella nostra zona industriale, le aziende, nonostante i continui e consistenti investimenti realizzati per migliorare la sostenibilità ambientale e sociale, vedono passare il messaggio anche mediatico di un territorio “negativo” per la qualità della vita.  Se il nostro territorio è diventato poco attrattivo, non solo per le imprese, ma anche per chi è in cerca di lavoro, in parte lo dobbiamo, a chi, pur avendo responsabilità pubblica, contribuisce a dare una visione negativa di invivibilità, ben oltre la realtà, amplificata dall’utilizzo dei social, spesso con titoli ad effetto. Ecco perchè di fronte a questo quadro occorre mettere in campo una decisa discontinuità rispetto al passato, ricercando una coesione d’intenti, a prescindere dalle appartenenze politiche, per cambiare rotta.


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