Dopo due anni difficili, una novità importante per il mondo del vino italiano. La vendemmia 2025 che dovrebbe raggiungere i 47,4 milioni di ettolitri, con uve in salute che promettono un’annata molto buona in quasi tutte le aree e con punte di eccellenza, come per esempio i vini dell’Etna.
È quanto rilevato dall’indagine vendemmiale, realizzata da Assoenologi, Unione italiana vini (Uiv) e Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) al quale si aggiunge il contributo dell’Ufficio competente del Masaf e delle regioni.
Stando alle stime elaborate, la produzione dovrebbe registrare un incremento dell’8% rispetto alla scorsa campagna, riportando i volumi in linea con la media degli ultimi anni dopo due annate particolarmente scarse (+2% sulla media 2024-2025). Un raccolto che conferma quindi il primato produttivo dell’ltalia, seguita a molta distanza nella classifica globale dai competitor europei Francia (37,4 milioni di ettolitri) e Spagna (36,8 milioni di ettolitri).
Per la nostra regione dopo stagioni caratterizzate da emergenze fitosanitarie, stress climatici e idrici, la vendemmia di quest’anno si prospetta promettente sotto il profilo qualitativo e quantitativo. L’inverno è stato più generoso rispetto agli ultimi anni sotto in termini di precipitazioni, permettendo uno sviluppo della vite regolare. Il ripristinodelle riserve idriche e la sapienza degli agricoltori nella lavorazione dei suoli, ha permesso di evitare stress idrici e difficoltà soprattutto nella fase finale di maturazione delle uve.
Nella Sicilia centro-sudorientale, la situazione resta invece critica e complessa. La presenza della peronospora continua a “stressare” soprattutto le varietà a bacca rossa: il Nero d’Avola ha subito un calo produttivo stimato del 30%, con inevitabili ripercussioni sul mercato e sulle strategie di vendita, specie per i vini rossi, oggi meno richiesti.
Per Riccardo Coratella, Presidente di Assoenologi, lo stato di salute del vino italiano è ottimo. “Ci sono eccellenze ovunque ma va ripensato meglio il sistema di vendita, non quello di produzione”.
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