Venti giorni per salvare il Siracusa calcio. Il sindaco Italia chiede unità d’intenti

Dopo le dichiarazioni di ieri di Santangelo, il club Nicola De Simone di Siracusa chiede alla proprietà di lasciare e mettere la società nelle mani del sindaco

Meno di venti giorni per salvare il Siracusa calcio. All’indomani delle dichiarazioni dell’Amministratore delegato, Nicola Santangelo, la città sportiva sembra essersi risvegliata in un brutto sogno già vissuto nel recente passato. A chiare lettere il dirigente azzurro ha detto che, in assenza di nuovi soci o di corposi sponsor, anche l’iscrizione della squadra alla prossima Lega Pro sarebbe a forte rischio. Insomma, il presidente Alì da solo non può farcela, men che meno in un campionato dispendioso e di altissimo livello come sarà la prossima Lega Pro e con ancora la questione dei lavori al “De Simone” che pende su città e società come una spada di Damocle.

Intanto, dopo le dichiarazioni di ieri di Santangelo, il club Nicola De Simone di Siracusa chiede alla proprietà di lasciare e mettere la società in mano al sindaco. Stessa richiesta di una delegazione di tifosi che però assegna 24 ore convinto dalla possibile acquisizione della società da parte di nuovi imprenditori in grado di garantire l’iscrizione della squadra  Se le richieste non dovessero essere ascoltate, giovedì durante il Consiglio comunale sarà organizzata una manifestazione contro l’attuale dirigenza e sarà chiesto l’intervento del primo cittadino.

Un’ipotesi estrema ma che segna il passo sul termometro della “fiducia” che al momento c’è in città sulle possibilità del sodalizio di poter essere ancora protagonista nella terza serie nazionale.

Uno scoramento e una serie di voci che, invece, vengono stigmatizzate dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che in questa fase delicata chiede compattezza e unione d’intenti.

Lavoriamo a testa bassa e in silenzio da parecchie settimane per trovare una soluzione condivisa e sostenibile sotto tutti i profili – ha dichiarato il sindaco -, per questo sono dispiaciuto da tutte queste chiacchiere che minano il lavoro portato avanti sia dalla società, sia dall’amministrazione. Questo tourbillon di voci fa solo male al Siracusa calcio, che premetto essere un importante patrimonio cittadino. Spiace sentir dire che con la società non ci siano interlocuzioni, ma credo che in questo momento il primo e più importante passo sia quello di trovare soluzioni per il futuro in Lega Pro degli azzurri e solo dopo affrontare la questione stadio. I tempi sono strettissimi, ma non dobbiamo e possiamo lasciare nulla al caso. Ci troviamo davanti a una serie di problemi complessi ai quali non è possibile trovare soluzioni semplici. Adesso mi auguro che tutti facciano la propria parte, ma soprattutto spero che si possano mettere da parte le polemiche strumentali per iniziare a remare tutti in una sola direzione perchè soltanto in questo modo si può riuscire a centrare il risultato”. 

Un risultato che vorrebbe dire salvezza… della categoria, dopo quella ottenuta sul campo. Così da non riscrivere nuovamente quella storia recente che ancora brucia a quei tifosi che da sempre dentro e lontano dal De Simone, hanno sostenuto i leoni.


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